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Abruzzo, oggi furto con ostaggi a Chieti: urgono videosorveglianza e controllo satellitare del Territorio, i dati parlano chiaro

E’ di oggi la cronaca di una rapina raccontata ai mass media da un privato cittadino rimasto coinvolto (la riportiamo di sotto). L’occasione ci induce a riflettere, e non per la prima volta, sulle mancate politiche di controllo del territorio a mezzo sistemi di sorveglianza satellitari e simili.
I dati ci dicono che la criminalità aumenta di giorno in giorno e che, purtroppo, molti crimini rimangono senza autore.
E’ possibile che nel III Millennio sia così difficile adottare sistemi di controllo del territorio che supportino le forze dell’ordine attraverso un meccanismo di prevenzione e repressione? Molte aree abitate, centri storici e non, tendono a delinearsi come “diffuse”, spesso popolate da una manodopera a volte straniera e malavitosa: difficile accettare che non si provveda all’adozione di sistemi di controllo che mettano in sicurezza persone e patrimonio artistico.
Già soltanto la situazione dell’Aquila, che ormai ha solo una vasta periferia disordinata e non servita dalle infrastrutture basilari, lascia immaginare che nei futuri anni della ricostruzione del centro storico sono e saranno a serio rischio i tesori artistici (solo quelli delle chiese, a fare un esempio di immediata percezione, sono un’enormità), la protezione del privato, delle case e delle aziende. I numerosissimi e continui casi di furti, violenza e atti vandalici nei nuclei industriali parlano da soli: a volte i furti si ripetono a distanza di poche ore nella stessa azienda.
E’ evidente che le  forze dell’ordine non sono in condizione di tenere sotto controllo territori ormai troppo vasti, in grandissima parte spesso non serviti neanche dall’Adsl.
Eppure, nonostante l’adozione di sistemi satellitari e di videosorveglianza appaia una scelta obbligata, sull’esempio di molte altre città, le politiche regionali stentano financo a porvi attenzione, costringendo i territori ad una quotidianità fatta di paura, incertezza, danni morali e materiali.
Ad oggi sono i privati che supportano il buon esito delle indagini grazie ai sistemi di videosorveglianza installati a proprie spese. Sistemi che non solo consentono di ricercare e acciuffare i malavitosi grazie alle registrazione delle telecamere a circuito chiuso ma che, soprattutto, qualora adottati ad ampio raggio, sono capaci di adempiere ad una funzione ancora più importante: quella di deterrente dell’azione criminale.
QUALCHE DATO SIGNIFICATIVO DEI RISULTATI RAGGIUNTI nello scorso anno da 1 SOLA azienda in 1 SOLA città:
– 1651 tentativi di furto, una media di più di 5 al giorno, risolti positivamente;
– oltre 1.500 auto recuperate dopo il furto con l’ausilio delle FF OO;
– oltre 85 furti sventati di cui 2 arresti nei 100 campi fotovoltaici controllati;
– oltre 70 interventi su allarme degli impianti;
– 66 i furti sventati su 70 allarmi scattati
 
LA CRONACA DEL FURTO DI OGGI, NELL’UFFICIO POSTALE DI CHIETI, NARRATA DA UN PRIVATO CITTADINO
Ore 12, Via degli Agostiniani a Chieti, quartiere Santa Maria, volevo entrare all’ufficio postale per pagare un conto corrente.
Fuori, all’ingresso dell’ufficio postale, un paio di persone impaurite ed una pattuglia dei carabinieri.
Ho cercato di entrare, ma la porta era chiusa.
Prima che rivolgessi la domanda per conoscere il motivo, mi hanno messo al corrente che pochi minuti prima c’era stata una rapina a mano armata.
Tre uomini incappucciati, di cui due con la pistola, hanno intimato alle persone presenti nell’ufficio, di non muoversi ed agli impiegati di consegnare l’incasso.
Ottenuta la somma, di cui al momento non conosco l’importo, sono usciti e si sono diretti verso Via Camillo de Nardis, distante pochi metri, a piedi.
Via Camillo de Nardis è una via che non ha uscita, fa ritornare su Via degli Agostiniani o altre traverse, percorribili solo a piedi.
Un indizio potrebbe essere se erano a conoscenza che potevano scavalcare un facile recinto che ti fa arrivare su via Silvino Olivieri, quindi puoi andare dove vuoi, la cosa più semplice Via del Tricalle e raggiungere lo scorrimento veloce e quindi le autostrade.
 
Intanto sei persone sono state trattenute all’interno dell’ufficio postale a disposizione dei carabinieri per le domande, come da procedura.
La telecamera a circuito chiuso dovrebbe aiutare all’identificazione…resta la sfacciataggine, la sicurezza, la spavalderia  di queste tre persone, pare con un’inflessione campana, che di giorno, a piedi, in una via trafficata del centro storico,hanno rapinato un ufficio postale.
 
Con il trascorrere dei minuti, si è creato un capannello di persone che dovevano entrare nell’ufficio postale e  i commenti sono stati che… meno male che questa rapina si è conclusa senza danni.
 
Luciano Pellegrini

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