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Abruzzo: nuovo testo unico su welfare

In Abruzzo sta per nascere un nuovo welfare. È l’annuncio dell’assessore regionale al Lavoro che, nella riunione della Commissione Tripartita, a Pescara, ha presentato il nuovo Testo unico del Welfare con cui si riuniscono tutte le disposizioni regionali vigenti in materia di politiche del lavoro, della formazione, istruzione e orientamento, volontariato e di sviluppo dell’associazionismo. «Con la forza del processo legislativo – ha detto l’assessore – intendiamo estirpare la selva di norme desuete e incoerenti sparse in tanti leggi regionali, per offrire un unico testo in cui ricomprendere tutti i riferimenti normativi che riguardano il welfare. Inoltre apriremo una fase di ascolto ampio della società abruzzese, dei vari comparti interessati ai temi contenuti nella riforma, prima di presentare il testo definitivo, sotto forma di disegno di legge, all’attenzione del Consiglio Regionale per avviare l’iter dell’approvazione». «Nel lavoro di stesura – ha proseguito – abbiamo cercato di ottenere un testo che, seppur fisiologicamente corposo e consistente nelle sue articolazioni, risultasse comunque organico e di agevole lettura nel miglior rispetto di quei principi di chiarezza e semplicità propri di una normazione di qualità». Nei 280 articoli del testo si sono seguite cinque principali direttrici: aggiornare le norme regionali riguardanti lavoro, istruzione, formazione e politiche sociali al passo con i tempi. Creare un impianto integrato di norme nelle materie del lavoro, della formazione, dell’ istruzione e delle politiche sociali, in modo tale da poter gestire e trattare le stesse in maniera sistemica e coordinata. Introdurre nuove norme regionali per istruzione e politiche sociali, affiancando la Regione Abruzzo alle migliori esperienze delle regioni italiane in materia. Attuazione del Testo Unico dell’Apprendistato. Attuazione dell’art. 23, commi 18, 19 e 20, Legge, nr. 214/2011 (c.d. Decreto «Salva Italia»). Riguardo quest’ultimo punto, il disegno di legge in questione affronta anche la spinosa questione del recepimento di quanto previsto dall’art. 23, commi 18, 19 e 20, Legge, nr. 214/2011 (c.d. Decreto «Salva Italia»), relativamente al passaggio di competenze tra le Province e le Regioni (o, in alternativa, ai Comuni).

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