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Abruzzo. No triv: le associazioni ambientaliste incontrano la Regione. Ecco le loro proposte

Attivare ogni possibile strumento e intraprendere ogni azione per contrastare nell’immediato una delle peggiori aggressioni subite dai nostri mari negli ultimi decenni, dettata esclusivamente da interessi economici di corto respiro, a cominciare dall’impugnazione di fronte al TAR degli atti autorizzativi delle attività di prospezione, ricerca e coltivazione degli idrocarburi; intervenendo sul Ministero dell’ambiente con una richiesta di moratoria dei decreti di VIA sino a quando non verranno adottati i piani delle aree previsti dal comma 1-bis dell’art. 38 del decreto legge n. 133/2014 da sottoporre a VAS e chiedendo nel contempo al Ministero dell’Ambiente e a quello dello Sviluppo economico che venga definito un Piano nazionale d’azione per la decarbonizzazione che punti decisamente all’efficienza, al risparmio di energia e alle fonti rinnovabili garantendo un futuro all’Italia. È quanto chiedono le associazioni ambientaliste Legambiente, WWF, FAI, Greenpeace, Pro Natura, Marevivo e il Touring Club Italiano ai Presidenti delle Giunte e dei consigli regionali interessati alle trivellazioni.
L’obiettivo è quello di contrastare le attività offshore attraverso un pacchetto di azioni immediate delle Regioni.
In Abruzzo i rappresentanti delle associazioni – erano presenti FAI, Legambiente, Marevivo, Pro Natura e WWF – hanno incontrato l’assessore regionale all’Ambiente, Mario Mazzocca, il quale ha sostanzialmente accolto le richieste, ricordando che la Regione ha già attivato diverse azioni giudiziarie per difendere l’Abruzzo dalla deriva petrolifera, contro la quale del resto i cittadini si sono più volte pubblicamente espressi.
Non a caso la lettera (che si allega), inviata ai presidenti della Giunta e del Consiglio di tutte le Regioni italiane, fa leva anche sulla grande consapevolezza dei pericoli derivanti da queste scelte, come dimostrato il 23 maggio scorso nella mobilitazione di Lanciano.

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