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Abruzzo, miglioramento ed innovazione Federturismo richiede sostegno e finanziamenti perché il turismo spicchi il volo

di  Ernesto Paolo Alba  
Presidente Federturismo Confindustria Abruzzo   

In Abruzzo, come nel Mezzogiorno, il settore turismo riveste già un ruolo importantissimo per lo sviluppo economico di tutta la regione, ma diventa ancora più strategico ed essenziale per il sostentamento e la competitività delle aree interne in termini di produzione, reddito ed occupazione.
In queste aree, in gran parte protette da parchi e riserve, il turismo assume un ruolo trainante anche per altri settori legati in gran parte alle tipicità agro-alimentari e silvo-pastorali, alle realizzazioni della tradizione artigianale, alla valorizzazione dei centri storici e dei circuiti minori sui temi dell’arte, della cultura, della storia, dell’archeologia.
La valorizzazione legata alle attività di turismo sostenibile costituisce di fatto la ricetta contro quella che l’economia e la sociologia definiscono con termine un pò indigesto “disantropizzazione”.
I dati relativi ai flussi turistici degli ultimi anni denunciano per l’Italia, e per l’Abruzzo in modo specifico, forti perdite di quote di mercato specialmente nel turismo internazionale.
Le nostre imprese turistiche infatti, nel confronto con i mercati internazionali sono condizionate da un forte gap di competitività che si evidenzia soprattutto nel paragone con quei paesi (ad es. Francia, Spagna e Portogallo) che hanno saputo intervenire sui fattori chiave dello sviluppo turistico.
E’ urgente quindi che anche il sistema turistico Italiano ed in particolare quello delle aree interne e svantaggiate, sia messo in grado di recuperare competitività attraverso un’azione decisa sui fattori propedeutici all’innovazione e all’aumento di competitività.
Gli elementi su cui  è necessario lavorare in maniera approfondita ed accurata sono inerenti sia allo stato amministrativo-burocratico che alle condizioni promozionali e pubblicitarie, passando, ovviamente,
per delle riflessioni  volte ad un miglioramento in termini di innovazione.
Una delle maggiori cause della scarsa competitività della nostra offerta, come è noto, è l’incidenza dell’IVA sulle imprese turistiche italiane, sproporzionata rispetto al contesto europeo, e si rende ormai impellente la necessità di un abbattimento dell’aliquota IVA al 4%, al livello dei paesi concorrenti.
Il sistema di tassazione, ICI e l’IRAP in particolare, non può non tener conto della diversità di condizioni delle imprese turistiche in base alla ubicazione, classificazione e periodo di apertura. Più in generale va considerato l’utilizzo dello strumento della fiscalità di vantaggio per il Mezzogiorno come strumento complementare allo sviluppo del turismo quale primario volano di crescita di aree svantaggiate.
A costituire un ostacolo a che il nostro sistema possa equipararsi a quelli degli altri Paesi – europei ed extraeuropei – è senza dubbio una burocrazia farraginosa e lenta, una macchina inutilmente complessa che ci impedisce di procedere con la snellezza necessaria in ordine ad autorizzazioni sanitarie, sicurezza e certificazione di qualità, inibendo l’efficienza e la competitività delle strutture turistico-ricettive. Proprio allo scopo di migliorare
la capacità di competere delle nostre strutture, ci si prefigge il compito di curare con particolare attenzione aspetti legati ad un adeguamento informatico anche delle aree più interne e a una riqualificazione del personale in termini di più approfondita e diffusa conoscenza delle lingue: operazioni per le quali, però, sono necessari incentivi alle imprese turistiche anche in forma associata.

L’importanza innovativa della L. 135/2001 richiama decisamente al compimento del percorso appena iniziato, che necessita di un deciso sostegno finanziario per l’istituzione e l’attività degli STL sia a livello locale che nazionale.
Per la nostra terra riveste un aspetto di particolare importanza il sistema di gestione delle aree parco che per troppo tempo e’ andato via via perdendo contatto con la popolazione residente. E’ necessario un riavvicinamento del governo dei parchi alla gente e la restituzione della conduzione amministrativa ai cittadini residenti sotto l’opportuno controllo del Ministero di riferimento.
Lo sviluppo turistico, indiscutibilmente, si appoggia a meccanismi promozionali che riescano a  reclamizzare al meglio lo sviluppo dei progetti di ciascuna struttura, e a tal fine riveste un ruolo di funzionalità di primo piano l’Agenzia ENIT, alla quale è demandato il compito di promuovere il brand Italia all’estero, in seguito a rovinose carenze degli anni passati in quest’ambito. All’Agenzia sono più che dovuti finanziamenti che le permettano di proseguire la propria attività, affiancandole, magari, una Consulta Nazionale delle Aziende di Promozione Turistica regionali e delle Associazioni imprenditoriali, le quali potrebbero promuovere reciprocamente i territori attraverso i canali istituzionali della regione di appartenenza.

Sul fronte del mercato interno, invece, sarebbe opportuno sollecitare gli istituti scolastici ad una conoscenza del territorio, della cultura, delle discipline sportive ed in particolare degli sport invernali che avvicinino gli studenti al proprio territorio, sensibilizzandoli ad esso ed alle sue caratteristiche. Un mezzo potrebbe essere quello,
come accade in altre nazioni europee, di incentivare attività scolastiche legate agli sport invernali anche con un’opportuna programmazione dei tempi di apertura e chiusura degli istituti scolastici.

Dobbiamo non solo essere efficienti e preparati, ma essere in grado di competere e di mostrarci concorrenziali, con lo spirito di una regione forte pronta e preparata per accogliere.

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