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Abruzzo. Mare inquinato, i balneatori della Cna: subito un confronto

Il neo eletto presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, convochi al più presto i rappresentanti delle associazioni d’impresa e degli enti locali costieri, per mettere in campo azioni efficaci contro l’inquinamento delle nostre coste. A chiedere l’istituzione di una vera e propria “task force” contro l’emergenza inquinamento, che rischia di ipotecare gravemente l’inizio della stagione estiva, è il segretario regionale della Cna Balneatori, Cristiano Tomei. Di fronte alla pubblicazione sul sito dell’Agenzia regionale di tutela ambientale (Arta) dei dati relativi all’inquinamento delle acque di balneazione, si sono materializzati i timori delle imprese turistiche costiere: «I dati – afferma sconsolato Tomei – gettano una luce inquietante sull’avvio della stagione turistica, con ben 21 punti della costa classificati come “scarsi” e 16 in cui restano i divieti. Sconfortante, in particolare, il caso di Alba Adriatica, in cui il divieto di balneazione rischia di diventare una condanna definitiva per tutta la stagione balneare, con danni incalcolabili per l’economia turistica locale».

A detta di Tomei, «l’Abruzzo paga una gestione dissennata dell’ambiente costiero e dell’inquinamento dei fiumi.  La politica dello struzzo, certificata dalla decisione di far slittare al 2027 l’applicazione delle normative comunitarie in materia di qualità delle acque di balneazione. Una politica del rinvio che affida alla sola speranza, e non all’azione consapevole e duratura delle istituzioni, il problema del risanamento; con i bollettini dell’Arta che finiscono così, inevitabilmente, per trasformarsi in altrettante sentenze che pendono sul capo degli operatori». Di qui la richiesta al neo eletto Governatore di mettere in campo una decisa azione straordinaria.

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