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Abruzzo. Mare, Forum Acqua: impietoso il confronto con le altre regioni

“Il confronto sulla qualita’ delle acque di balneazione abruzzesi rispetto a quello delle regioni limitrofe, Emilia, Puglia e Marche, e’ letteralmente impietoso e fa comprendere a che livello e’ il disastro dei nostri corsi d’acqua”. Lo dichiara in una nota Augusto De Sanctis, del Forum abruzzese dei movimenti per l’acqua. “I dati – spiega – sono desunti dalle relative delibere di Classificazione 2014 reperibili sui siti istituzionali delle rispettive regioni. Nelle tre regioni limitrofe – prosegue- la stragrande maggioranza dei tratti monitorati e’ nella classe ‘eccellente’ (Emilia 99 per cento, Puglia 98,2 per cento e Marche 86 per cento) mentre in Abruzzo rientra in questa categoria meno della meta’ dei punti di monitoraggio (il 46 per cento). La categoria ‘scarso’ , la peggiore, in Abruzzo e’ al 19 per cento, mentre e’ zero in Emilia, vicina allo zero in Puglia e il 6,5 per cento nelle Marche. Se i nostri corsi d’acqua sono stati ridotti a fogne lo dobbiamo ad una politica dissennata di gestione della cosa pubblica che ha massacrato anche le opportunita’ di lavoro, visto che non sono stati fatti investimenti in cantieri per depuratori e reti per centinaia di milioni di euro”. Il Forum Acqua chiede dunque di allontanare dal settore acque tutti coloro che sono stati coinvolti nella gestione, “a partire dal Commissario al Ciclo Idrico Integrato Caputi a tutti i membri che nel primo decennio del secolo in corso hanno occupato incarichi nei consigli di amministrazione delle societa’di gestione”; promuovere una partecipazione ampia della societa’ abruzzese nella definizione degli strumenti di gestione come i Piani d’Ambito e il Piano di Tutela delle Acque (dove si determinano le regole). Il Forum chiede inoltre di concentrare le poche risorse disponibili nelle infrastrutture alle attivita’ di bonifica, disinquinamento del territorio; pubblicizzare i risultati dei controlli svolti sui depuratori da province ed Arta (Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente);fermare le nuove captazioni sui fiumi “che diminuendo le portate abbattono la loro capacita’ di autodepurazione”.

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