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Abruzzo. Mancati pagamenti in aumento, soprattutto in edilizia e abbigliamento

Euler Hermes, societa’ del gruppo Allianz e leader mondiale dell’assicurazione crediti, presenta i dati dell’edizione 2016 del Report Mancati Pagamenti, una ricerca sui trend dei pagamenti delle imprese italiane. Si tratta di un’attenta analisi condotta su ogni singola Regione, comprensiva di un approfondimento per i diversi settori merceologici che ha come base il monitoraggio giornaliero dei pagamenti, tratto dalla banca dati proprietaria costituita da oltre 450.000 aziende. In Abruzzo nel 2015 i mancati pagamenti sono cresciuti in termini di numerosita’ (+7%) mentre la severita’ si e’ contratta del 18%, proseguendo un trend gia’ avviato nel 2013 e 2014. Teramo e’ l’unica provincia dove entrambi gli indicatori degli insoluti diminuiscono grazie ai miglioramenti fatti segnare dall’agroalimentare e l’edilizia. A L’Aquila invece edilizia e abbigliamento incidono fortemente sulla severita’ dei mancati pagamenti mentre migliora il comparto servizi. Anche a Chieti l’agroalimentare soffre particolarmente l’incremento degli insoluti; segnali di miglioramento arrivano invece dalla meccanica. A Pescara bene l’agroalimentare mentre crescono i debiti non onorati soprattutto nel comparto alberghiero e turistico. Il ciclo dei pagamenti, infine, si conclude con le insolvenze e le relative procedure fallimentari. Il 2015 ha mostrato un’inversione del trend delle insolvenze aziendali che dopo 7 anni consecutivi si sono contratte toccando quota 14.681 (-6% rispetto al 2014). Lo stesso trend in contrazione proseguira’ anche nel 2016 riportando il numero delle aziende insolventi al di sotto della soglia delle 14.000 unita’ (13.800 casi). Nonostante il trend abbia invertito la rotta, nel 2016 i livelli delle insolvenze aziendali restano ancora oltre il doppio rispetto ai livelli del 2007. “Il calo delle insolvenze e il miglioramento della liquidita’ nel sistema afferma Massimo Reale, direttore Rischi Euler Hermes Italia – dimostrano il consolidamento del tessuto imprenditoriale, sempre piu’ votato all’esportazione di ‘proximity’ e meno esposto alle crisi dei Paesi emergenti. Il 2016 vedra’ il consolidamento di questa tendenza insieme al rafforzamento della produttivita’, sia sulla manifattura che sui beni di investimento. A guidare la strada ci sara’ ancora l’agroalimentare, ma i risultati di auto, elettronica e chimica non saranno da meno, tutti trainati finalmente anche dalla domanda interna. I prodotti di marca (incluso il sistema moda e il mobile arredo) contribuiranno a far segnare un trend positivo e il nuovo traguardo sara’ la crescita della profittabilita’ delle aziende, dopo anni di riduzione dei costi e degli organici”.

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