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Abruzzo, maltempo: scaricabarile su chi paga i danni

Dopo aver atteso due settimane dall’approvazione all’unanimità in Consiglio regionale della risoluzione sulle eccezionali nevicate (proposta dal Pd ed in cui il presidente e la giunta regionale avevano assunto una serie di impegni per ristorare i privati ed i Comuni), i consiglieri Giovanni D’Amico e Claudio Ruffini, hanno chiesto all’assessore Gianfranco Giuliante di riferire nel merito della vicenda in II Commissione.
Un momento di confronto, quello svoltosi ieri in Commissione, che i consiglieri del Pd definiscono “preoccupante”, in cui Giuliante non ha risposto alle perplessità poste da Ruffini e D’amico ed in cui sono emerse una serie di criticità sul rimborso delle somme sostenute dagli Enti locali e per i danni alle attività agricole e produttive.
“Il quadro è preoccupante” spiegano D’Amico e Ruffini “come affermato dallo stesso Giuliante, c’è il rischio concreto che gli Enti Locali ricevano solo una piccola parte delle ingenti somme spese per fronteggiare l’ultima emergenza”.
Tre le questioni su cui si è discusso in Commissione, le criticità emerse riguardano il Decreto di riconoscimento del Governo dell’8 febbraio 2012, che assicura il ristoro delle somme effettivamente spese solo a partire da quella stessa giornata. Il Decreto di Monti esclude, quindi, il ristoro delle somme spese dagli Enti locali prima dell’8 febbraio. Dal Decreto emerge che le somme rimborsate agli Enti Locali sono soltanto quelle legate all’emergenza “nuda e cruda” e la Regione Abruzzo ha messo a disposizione solo 1 milione di euro per la prima emergenza e spera nell’aiuto del fondo di solidarietà UE. Scarse possibilità di fondi, inoltre, per i danni avuti dagli agricoltori e dalle imprese e per le infrastrutture pubbliche.
Nel concreto cosa potrebbe accadere, dunque, che i Comuni e le Province non vedranno un euro di rimborso per le spese sostenute prima dell’8 febbraio ovvero prima del Decreto del Governo se non quelle risarcite attraverso il milione di euro messo a disposizione della Regione. Se il Comune ha utilizzato dieci ruspe private per pulire strade comunali oppure una piazza, queste somme non vengono ritenute legate all’emergenza vera e propria bensì all’ordinarietà. La stessa cosa vale per i mezzi utilizzati per caricare e sgombrare i centri storici invasi dagli accumuli di neve. Mentre si considerano spese emergenziali quelle utilizzate per riaffermare e ristabilire le normali condizioni di viabilità necessarie ad offrire assistenza alle popolazioni ed ai nuclei abitativi isolati dalle nevicate. Il fondo di solidarietà dell’UE, che interviene principalmente in caso di grave calamità naturale, partecipa alla calamità con un contributo pari al 2,5 per cento della spese totale che lo Stato colpito ha subito.
E’ quindi un aiuto tutto da valutare e che nessuno sa quando diverrà effettivamente disponibile. Il milione di euro messo in campo da Chiodi per la prima emergenza, infine, non è che una goccia nel mare dei danni che hanno interessato duramente la regione e che a mala pena servirà a ristorare le spese sostenute dai Comuni per l’acquisto del sale.
“Abbiamo il timore concreto che anche stavolta a pagare saranno in primis i Comuni ed i loro contribuenti” dicono D’Amico e Ruffini. “I sindaci devono attendersi un’altra mazzata per i bilanci degli Enti locali già vicini al dissesto finanziario causato sia dalle rigidità dei bilanci che dalle scarse risorse disponibili attraverso la propria autonomia fiscale. La Regione Abruzzo si è dimostrata ancora una volta impreparata e a nulla sono serviti gli annunci di Chiodi di un pronto ristoro dei danni che anche stavolta non ci sarà. Abbiamo bisogno urgente di una Regione Abruzzo più presente e meglio informata e per questo chiediamo a Chiodi e Giuliante di farsi carico di organizzare un incontro con tutti i sindaci e le associazioni di categoria al fine di fare chiarezza sullo stato dei fatti ed individuare assieme le possibili risposte”.
 La risposta di Gianni Chiodi: spetta al Governo
Come di prassi, per il centrosinistra ogni occasione e’ buona per cercare di screditare il Governo regionale. Stavolta, Ruffini e D’Amico accusano la Regione di non aver ancora provveduto a risarcire i Comuni abruzzesi per i danni provocati dall’ondata di maltempo di inizio febbraio. Non sanno, o forse fanno finta di non sapere, che il Governo centrale ha assunto precisi impegni per venire incontro alle spese sostenute dagli Enti locali per affrontare l’emergenza”. Cosi’ il presidente Gianni Chiodi, che aggiunge: “Al pari di altre Regioni stiamo facendo pressione sul Governo affinche’ adotti provvedimenti che consentano di accantonare fondi per il ristoro danni ai Comuni”.
“In Abruzzo, dunque, siamo in attesa, come altre Regioni italiane – assicura – che il Governo completi l’iter, concretizzando le promesse fatte a suo tempo. Intanto, anziche’ polemizzare, Ruffini e D’Amico potrebbero meglio utilizzare il loro tempo sollecitando anche i parlamentari della loro parte politica ad impegnarsi per portare a casa un risultato utile. Non hanno ancora capito, temo – conclude Chiodi – che serve unita’ per essere piu’ incisivi e, nel caso specifico, far sbloccare risorse che sono quanto mai urgenti e necessarie per permettere al nostro territorio di rialzarsi”.

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