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Abruzzo, male i consumi: si compra solo in offerta

Cambia il carrello della spesa degli abruzzesi e cambiano anche le abitudini dei turisti che vengono nella nostra regione. Meno spese superflue (casalinghi e giocattoli), vestiti e scarpe nei periodi dei saldi, grande attenzione alle offerte nei centri commerciali anche per quanto riguarda i prodotti della telefonia e meno gelati e pizzette negli stabilimenti.
Il nuovo “carrello della spesa” viene disegnato dalla Confesercenti in base ai consumi rilevati nel mese di luglio e nei primi giorni di agosto nelle attività commerciali e turistiche d’Abruzzo.
L’indagine rileva una stagnazione complessiva che in alcuni casi sta mostrando tuttavia una lievissima inversione di tendenza.
A luglio l’abbigliamento e le calzature segnano un incremento su base mensile solo grazie all’inizio dei saldi, mentre su base annuale la flessione è di 2,6 punti percentuali, la stessa fatta registrare dal settore alimentare che continua ad arretrare rispetto agli anni passati, con una flessione che rilevazione dopo rilevazione mostra un radicale cambio di mentalità degli abruzzesi rispetto al carrello della spesa: nel giro di due anni il carrello è diventato più leggero di quasi il 20 per cento, mentre cresce la predisposizione (+30 per cento, secondo i commercianti) a fare la spesa in più punti vendita a seconda delle offerte e dei prezzi migliori.
Sempre più «stagionale» l’andamento della ristorazione, che segna un calo (-4,7 per cento) su base annuale ma con un luglio migliore rispetto a giugno.
Questo calo si evidenzia in maniera minore nel numero dei coperti, ma in termini decisamente più consistenti per quanto concerne l’importo medio del pasto, sceso del 15 per cento solo su base annua.
Un calo ulteriore per i casalinghi ed i giocattoli, segmento che stenta a riprendersi in questi anni, e gli abruzzesi hanno speso meno, a luglio, anche in telefonia e hi-tech, salvo poi beneficiare degli sconti estivi nel mese di luglio. Meno lavoro vuol dire spesso minore mobilità, e questo si ripercuote sul dato complessivo del settore trasporti.
«Siamo nel pieno di una crisi di consumi mai vista prima », sottolinea Enzo Giammarino, direttore regionale di Confesercenti, «alla quale gli imprenditori locali stanno cercando di far fronte con una dose ulteriore di sacrificio, professionalità, orientamento al consumatore. Stanno cambiando radicalmente le abitudini al consumo che resteranno modificate a lungo, anche a ripresa avviata. Ci sono settori che segnano un calo consistente e continuativo, come l’abbigliamento, i casalinghi, persino l’alimentari. C’è minore disponibilità di reddito e c’è una grande attenzione al centesimo. È chiaro, quindi, che la domanda interna non basta più, ed è evidente che l’unica boccata d’ossigeno può arrivare dalle presenze turistiche, i cui bilanci vanno fatti solo a fine stagione».
Per il direttore regionale Confesercenti il turismo è il settore sul quale l’Abruzzo deve investire perché «solo aumentando la domanda sarà possibile parlare di una ripresa». «E non sono più rinviabili politiche forti e incisive di sostegno al reddito», conclude tornando a sottolineare la gravità della situazione, «senza le quali la distribuzione commerciale è destinata a cambiare nuovamente pelle».

Da il Centro

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