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Abruzzo. Mafie e criminalità nella ricostruzione: in Regione i 5 Stelle propongono un Osservatorio per la Legalità

Raccogliere segnalazioni di palesi situazioni di illegalità e della presenza delle organizzazioni mafiose, monitorare i cantieri della ricostruzione post-sisma, diffondere la cultura del rispetto delle regole e dell’onestà.

Questo l’ambizioso intendimento contenuto nel disegno di legge a firma del consigliere regionale del Movimento 5 stelle Pietro Smargiassi, con cui si vuole istituire anche in Abruzzo, sull’esempio della Regione Toscana, un Osservatorio per la legalità all’interno del Consiglio regionale.

Il provvedimento, presentato qualche settimana fa, ancora non viene calendarizzato per il passaggio in commissione.

E Smargiassi rivela ad AbruzzoWeb che “a eccezione del vice presidente vicario dell’Italia dei valori, Lucrezio Paolini, nessuno tra gli esponenti di maggioranza di centrosinistra e dell’opposizione di centrodestra ha ancora mostrato particolare interesse a questo progetto di legge, che pure introduce uno strumento utile per far fronte a una vera e propria emergenza”.

Perché di emergenza si deve parlare, assicura Smargiassi, basta guardare a quello che accade nella sua Vasto, e in provincia di Chieti.

“Oramai non sono più episodi isolati – spiega il consigliere – bensì sistematici e ad opera di organizzazioni criminali, le tante rapine in banca, i furti nelle abitazioni e nei negozi. E soprattutto i casi di estorsione, i negozi e le automobili dati alle fiamme”.

Difficile pensare, dunque, che non ci siano dietro l’ombra lunga della Camorra, e di altre organizzazioni mafiose.

“Non siamo più un’isola felice – incalza Smargoassi – Nel rapporto semestrale della Direzione investigativa antimafia si dice del resto a chiare lettere che in Abruzzo operano personaggi legati a sodalizi criminali interessati alla ricostruzione post-terremoto, in investimenti di capitali illeciti nel settore turistico-alberghiero, nell’acquisto di immobili, in attività commerciali e traffici di stupefacenti, questi ultimi reperiti sul mercato napoletano, ma anche su traffici illeciti di rifiuti nei quali sono coinvolti imprenditori”.

Alla possibile critica secondo la quale ci sono già le prefetture e le forze dell’ordine a occuparsi del contrasto della criminalità, Smargiassi risponde che “l’Osservatorio non vuole ovviamente sostituirsi a nessuno, vuole solo essere di supporto, e offrire ai cittadini un canale in più in più per denunciare ed essere parte attiva e non omertosa”.

LA PROPOSTA
Entrando nel dettaglio, cuore della proposta è l’istituzione di un Comitato di indirizzo, nominato dal Consiglio regionale e composto da quattro consiglieri, di cui uno con funzioni di presidente, due indicati dai gruppi di maggioranza, due da quelli di opposizione e da un rappresentante della Giunta regionale. La partecipazione sarà, ovviamente, a titolo gratuito.

Le modalità dovranno essere stabilite con un successivo provvedimento, ma l’Osservatorio si riunirà periodicamente e le sedute saranno aperte alla partecipazione anche continuativa, a seconda dei temi trattati, da un rappresentante indicato dalle associazioni antimafia, uno dalle associazioni anti-racket e antiusura, uno dalle organizzazioni imprenditoriali, e infine da un rappresentante delle organizzazioni dei commercianti.

L’Osservatorio, si precisa poi nel testo, avrà anche “il compito di monitorare il corretto svolgimento, da un punto di vista della legalità e di rispetto delle norme di riferimento, di ogni fase afferente i lavori di ricostruzione del patrimonio immobiliare danneggiato dal sisma che ha colpito la Regione Abruzzo il 6 aprile 2009. Per le anzidette finalità l’Osservatorio di legalità svolge funzioni di supporto, integrazione e condivisione delle informazioni raccolte dall’Osservatorio sulla ricostruzione”.

“In questo modo – commenta Smargiassi – chi nella società civile svolge il ruolo di sentinella della legalità, lavorerà costantemente assieme con rappresentanti qualificati del Consiglio regionale nel monitorare i fenomeni criminali, e studiare tutte contromosse percorribili e dare preziosi suggerimenti al legislatore regionale, perché una norma mal concepita può, per esempio, creare occasioni di corruzione, clientelismo, sperpero di denaro pubblico”.

Il Comitato, prevede poi la proposta di legge, dovrà presentare alla Giunta e al Consiglio regionale, entro il 31 dicembre di ogni anno, “una relazione dettagliata sui dati acquisiti, sull’attività svolta, sulle osservazioni, proposte e progetti elaborati”.

Un report che dovrà essere diffuso a mezzo degli organi di stampa e sul sito web della
Regione, del Consiglio regionale e pubblicato sul Bollettino ufficiale (Bura). E soprattutto dovrà essere discusso nel primo Consiglio utile.

“Ci sono tanti attori sul fronte del contrasto alla criminalità – conclude Smargiassi – ma manca una struttura istituzionale, in Regione, che faccia da sintesi e raccordo, l’ente deve proporsi come soggetto promotore di una cultura della legalità e farsi parte attiva in un ruolo di controllo e verifica delle presenza di infiltrazioni mafiose sul territorio, prima che sia troppo tardi”.

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