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Abruzzo, macroregione Adriatico-Jonica: si aprono gli Open days

L’ipotesi ventilata fra i palazzi di potere di Bruxelles, è quella  d’introdurre un tertium genus fra le regioni  d’Europa che hanno la vocazione alla convergenza e quelle che mirano ad accentuare il proprio spirito di competitività – categorie contemplate sullo scacchiere politico economico di un continente  che deve cambiare forma mentis ed ingegnarsi alla ricerca di soluzioni possibili per  non naufragare miseramente nel mare forza nove della crisi internazionale.
Avvolti nella foschia della dimenticanza i tempi della navigazione in placide acque, di un’Europa conquistatrice, avanguardista, che osava spingersi oltre ogni confine e sfidare le ire degli dei, fino ad approdare su terre sconosciute. La piccola Europa fatta di  grandi pensatori e statisti, di  sogni e progetti ambiziosi, che l’hanno tenuta  per lungo tempo al centro del mondo, con ruoli e potere  decisionale capaci di tener testa agli ambiziosi competitor internazionali. Oggi, la triste consapevolezza di un declino del vecchio continente.  Generatrice di debiti piuttosto che di ricchezza, di deficit piuttosto che di  Pil, questa è l’Europa dei giorni nostri sotto il profilo finanziario. Fare i conti con la realtà significa – sotto l’aspetto politico- aprire la mente ad accogliere nuove ipotesi e cambiamenti di rotta rispetto alle scelte operative di sempre.
Tra le proposte della futura politica di coesione 2014-2020, c’è il riconoscimento  di una nuova categoria di regioni, le così dette realtà “in transizione”- un range di regioni appartenenti a numerosi paesi europei, unito dal comune  denominatore di un reddito pro-capite compreso tra il 75 ed il 90 %  della media comunitaria. La proposta, che in sostanza, si concretizzerebbe in  interventi di sostegno finanziario modulati “ad hoc”- in base al diverso  livello di sviluppo ed alle peculiari esigenze dei  territori – lanciata  dalla Commissione Europea , sostenuta energicamente dal Comitato delle regioni, dal Parlamento Europeo e da alcuni stati membri, non è vista di buon occhio da tutti gli stati membri, che forse scorgono all’orizzonte l’ipotesi di un trattamento iniquo. Il Commissario europeo per la politica regionale, Johannes Hannes, che domani incontrerà  in un mini-summit, venti dei governatori animati dal cruciale interesse che la proposta riceva plauso unanime – ritiene indispensabile che le regioni dalla struttura economica ancora fragile possano beneficiare di un sostegno finanziario adeguato per il periodo 2014-2020, per catalizzare  lo sviluppo di filiere industriali , sostenere i giovani nei percorsi formativi ed occupazionali e sviluppare i settori nevralgici per la Strategia Europea 2020.
Dettaglio non trascurabile, è che il riconoscimento della  nuova categoria  non implica affatto un aumento del budget europeo, né una riduzione delle attuali capacità di intervento delle altre regioni. Nonostante ciò, un alone d’incertezza aleggia ancora intorno alla proposta, la cui approvazione gioverebbe a quattro regioni italiane – Abruzzo, Sardegna, Molise e Basilicata.
“Se non siamo come alcune delle regioni del Sud -esordisce il Governatore dell’Abruzzo  Gianni Chiodi- fra i protagonisti dell’incontro di domani con il Commissario Hahn -non possiamo neppure essere trattati- ai fini del riparto dei fondi – come le più ricche del nord. Come già preannunciato durante il vertice Aer, stiamo lavorando insieme ad altri paesi, mettendo in campo tutti gli sforzi necessari con impegno e determinazione, per raggiungere  il riconoscimento delle regioni di transizione,nonostante la palese ostilità del governo nazionale per portare a compimento  un percorso che consentirà la destinazione di 39 miliardi di euro alle regioni dei paesi membri interessati”. Il Presidente Chiodi condurrà un’importante mediazione politica sul tema delle regioni in transizione proprio in occasione dell’appuntamento  autunnale  degli Open days di Bruxellesin cui la sua regione vestirà i panni di leader-partner del Consorzio“Macroregione Adriatico –Ionica” e stati membri e parlamento europeo entreranno nel vivo dell’ultima fase di negoziati sul futuro bilancio europeo 2014-2020.
Da L’Occidentale

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