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Abruzzo. Legge di stabilità, Ital-Uil: per i patronati tagli di 150 milioni di euro

L’art. 25 comma 9 della legge di stabilita’ prevede una riduzione di 150 milioni degli stanziamenti per il finanziamento degli Istituti di Patronato. Con tale provvedimento – che mira solo a fare cassa e non ha alcun effetto positivo per i cittadini – il Governo colpisce ancora una volta i cittadini piu’ deboli che trovano quotidianamente nei Patronati assistenza gratuita e aiuto nel districarsi tra le maglie della burocrazia. Lo afferma il coordinatore regionale della Ital-Uil, Lucio Giancola. “I Patronati – ricorda il sindacalista – svolgono da sempre un lavoro prezioso che contribuisce anche al buon funzionamento degli enti pubblici, di quelli previdenziali e assistenziali fornendo spesso prestazioni che non sono in alcun modo retribuite e che permettono allo Stato un risparmio annuo di oltre 657 milioni di euro: cioe’ 564 milioni di euro sul lavoro svolto dall’Inps, 63 milioni di euro su quello svolto dall’Inail e 30,7 milioni di euro su quello svolto dal ministero degli Interni. I Patronati – aggiunge – svolgono poi un decisivo ruolo di assistenza anche per gli italiani all’estero nel rapporto con ambasciate e consolati. Il taglio di circa il 40% operato sul sistema di finanziamento dei Patronati, si noti bene che si tratta di soldi versati dai lavoratori e dalle aziende, e’ sbagliato, inutile e mette anche a repentaglio migliaia di posti di lavoro e la presenza di molti uffici sul territorio nazionale. L’Ital Abruzzo, il patronato della Uil Abruzzo – sottolinea Giancola – non lascera’ soli i cittadini ed i lavoratori e si battera’ sia a livello locale che a quello nazionale, affinche’ il Parlamento ponga rimedio a questa gravissima ingiustizia sociale attraverso varie iniziative: raccolta di firme dei cittadini per sostenere i Patronati, manifestazione in tutte le citta’ davanti alle Prefetture, incontri con i Parlamentari, chiusura per protesta degli uffici di Patronato in Italia e all’Estero e una manifestazione nazionale a Roma dei lavoratori del Patronato”.

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