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Abruzzo, Legambiente: sulla costa 9 punti fortemente inquinati

Nove punti della costa abruzzese «fortemente inquinati» e altri due «inquinati»: così il monitoraggio di Goletta Verde di Legambiente fotografa il litorale, evidenziando «consistenti falle nel sistema depurativo regionale, con i rischi ambientali e sanitari che ne conseguono». L’allarme è stato lanciato, in conferenza stampa, nell’ambito della campagna dedicata al monitoraggio dello stato di salute di coste e acque italiane, realizzata anche con il contributo del Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati. Presso Legambiente Abruzzo erano presenti il vice presidente nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani, il direttore di Legambiente Abruzzo, Antonio Sangiuliano, e il direttore dell’Arta (agenzia regionale tutela ambientale), Giovanni Damiani. A Pescara due dei tre campioni prelevati sono risultati fortemente inquinati: in viale Primo Vere, presso il Fosso Vallelunga, vicino alla spiaggia libera, e sul Lungomare Matteotti incrocio via Balilla, all’altezza del numero civico 48. Quest’ultimo punto, spiega Legambiente «paga le conseguenze della vicinanza della diga foranea e dei suoi reflussi», per cui un altro prelievo è stato effettuato a circa 400 metri dalla linea di battigia: qui le acque sono risultate inquinate. Nella provincia di Chieti sono tre i punti fortemente inquinati: a Vasto, località Vasto Marina, presso il Fosso Marino, dove l’anno scorso c’era il divieto di balneazione; a Torino di Sangro, località Lago Dragoni, presso il Fosso del Diavolo; a Francavilla al Mare, in località Foro via Tosti, presso il Fosso San Lorenzo. Nella provincia di Teramo sono stati individuati cinque punti con valori batteriologi superiori alla norma di Legge, di cui quattro fortemente inquinati: a Silvi Marina, foce del fiume Cerrano, a danno dell’area marina protetta di Torre Cerrano; a Pineto, presso la foce del torrente Calvano; a Giulianova lido, presso il Fosso su lungomare Zara; a Martinsicuro presso la Foce del Vibrata. Livelli di inquinamento batterico entro i limiti di legge a Ortona (Chieti), località Lido Riccio, presso il Fosso del Riccio e a Roseto degli Abruzzi (Teramo), in corrispondenza della foce torrente Borsacchio. «I dati mettono in evidenza un sistema di depurazione inefficace, che vede nelle foci dei grandi fiumi le maggiori criticità» ha spiegato Sangiuliano. Visto che molti punti sono stati già classificati dall’Arta come non balneabili, l’indagine di Goletta Verde si è concentrata su fossi e foci dei torrenti che sfociano direttamente a mare. «Chiediamo che la questione depurativa venga affrontata in maniera decisa ed efficace con la realizzazione di nuovi impianti e la migliore gestione di quelli esistenti» ha concluso Sangiuliano. «Il nostro monitoraggio conferma quanto emerso dai dati Istat secondo cui l’Abruzzo con il 53,8% è tra le peggiori regioni d’Italia per percentuale di popolazione servita da un efficiente servizio di depurazione» ha aggiunto Stefano Ciafani.

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