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Abruzzo. Le incompiute: nessuno sa quante e quali siano le opere pubbliche rimaste a metà

Ci sono scuole, musei, parchi archeologici. Ma anche depuratori, serbatori, distretti sanitari e persino cimiteri. L’elenco delle opere incompiute abruzzesi è lungo ed è riportato sul Centro di oggi. Peraltro, non può considerarsi nemmeno completo, visto che solo quattro comuni su dieci hanno dichiarato alla Regione di avere una o più strutture non completate nel proprio territorio: un dato sottostimato.

Quelle legate alle ASL sono le opere più costose: il distretto sanitario di Chieti Scalo vale 4,7 milioni, l’RSA di Vasto addirittura più di 7,5 milioni.

Quelle più evidenti sono legate alle infrastrutture.

C’è la metropolitana di superficie dell’Aquila: binari che corrono dall’ospedale di Coppito alle porte della città. Ma l’opera non è stata mai completata in 14 anni, non è mai arrivata in centro e i binari sono rimasti a terra come trappole, con ciclisti e motociclisti che ne fanno le spese. Il viadotto Le Barche, nel territorio di Bomba, è una strada a quattro corsie che si interrompe all’improvviso, nel vuoto e nel nulla: colpa di un terreno cedevole e instabile sul quale è pericoloso costruire. Paradossalmente, però, il viadotto le Barche non è nè nell’elenco delle incompiute stilato dal Ministero delle Infrastrutture, nè fra quelle – oltre 300 – del libro bianco della Regione, cosa che fa comprendere come il problema sia ampiamente sottovalutato. Di fatto, dimostrazione che tutta la questione di spreco di denaro pubblico è enormemente sottovalutata.

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