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Abruzzo, lavoro: maglia nera per occupazione femminile

 

Nel triennio compreso tra il secondo trimestre 2008 e il secondo trimestre 2011 in Abruzzo, in controtendenza con tutte le regioni italiane, la performance dell’occupazione femminile è nettamente peggiore di quella maschile.

Lo rileva l’Osservatorio sull’imprenditoria femminile curato dall’Ufficio studi di Confartigianato su dati Istat. Dallo studio emerge che l’Abruzzo è al 253 posto della classifica tra le 271 regioni europee prese in esame, con la posizione migliore rispetto alle regioni meridionali, ma nella «fascia nera» rispetto alla situazione occupazionale femminile del nord Italia e dell’Europa, malgrado l’elevato grado di scolarizzazione. Tra le quattro province abruzzesi è Chieti a registrare il più alto tasso di inattività femminile con il 53,8%, mentre è L’Aquila ad essere la regione più virtuosa con il 48,2% di donne inattive. «L’analisi dei dati – afferma il segretario regionale di Confartigianato, Daniele Giangiulli – evidenzia, inoltre, che tra le regioni italiane l’Abruzzo è al 14/o posto se si considerano le condizioni ambientali che favoriscono lo sviluppo dell’imprenditorialità e dell’occupazione femminile. Il dato sicuramente più preoccupante è la percentuale di donne inattive, con un calo del 3,0 per cento contro il meno 1,0% di quella maschile, dato che indica come in Abruzzo la crisi ha colpito anche sul mondo dell’imprenditoria femminile, mondo che sembrava avere un buon andamento generale prima della crisi».

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