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Abruzzo: in 10 anni perso 13% aziende agricole

 

Secondo i dati del 6° Censimento generale dell’agricoltura, al 24 ottobre 2010 in Abruzzo risultano attive 66.854 aziende agricole e zootecniche (in Italia: 1.630.420).
Tale consistenza, più che doppia rispetto a quella delle imprese agricole abruzzesi

iscritte al Registro delle Imprese delle Camere di Commercio (31.113 le attive nel 2010), è legata al fatto che a detto Registro sono obbligati ad iscriversi gli imprenditori agricoli, persone fisiche e persone giuridiche, così come definiti dall’art. 2135 del Codice Civile, mentre nel Censimento sono riportate le aziende agricole in quanto “unità tecnico-economica costituita da terreni, anche in appezzamenti non contigui ed eventualmente da impianti ed attrezzature varie, in cui si attua la produzione agraria, forestale o zootecnica, ad opera di un conduttore e cioè persona fisica, società od ente che ne sopporta il rischio, sia da solo (conduttore coltivatore o conduttore con salariati e/o compartecipanti), sia in associazione ad un mezzadro o colono parziario”. A causa dell’importanza del fattore terra, tra le aziende agricole rilevate dal Censimento sono comprese anche quelle di piccola e piccolissima dimensione con produzione rivolta all’autoconsumo o rivolta al mercato solo in modo marginale, quelle a carattere hobbistico o ricreativo, quelle affidate per la coltivazione ad imprese vicine o contoterziste e quelle abbandonate o semiabbandonate.

Le aziende agricole abruzzesi risultano in calo del 13,1% rispetto al censimento del 2000[1] (in Italia: -32,3%). Di conseguenza il peso della regione è aumentato dal 3,2% del 2000 al 4,1%. La Superficie Agricola Utilizzata[2] (in Abruzzo 449.988,65 ha, pari al 3,5% del valore italiano) è in crescita (+4,4%) risultato nettamente migliore di quello nazionale (-2,3%).

Tra tutte le regioni italiane l’Abruzzo ha mostrato il calo più limitato del numero di aziende, e risulta tra le sole 4 regioni ad aver registrato aumenti della SAU. Ciò si è tradotto in un aumento della dimensione media delle aziende (la SAU per azienda è aumentata da 5,60 ha a 6,73 ha), incremento in linea con la tendenza italiana (da 5,48 ha a 7,90 ha). Il fenomeno è riconducibile alle politiche comunitarie e all’andamento dei mercati che hanno favorito la concentrazione e l’aumento dimensionale delle aziende agricole e zootecniche, evidenziabile nel calo delle aziende di piccola e media dimensione (inferiori a 30 ha), in particolare di quelle con meno di 2 ha di SAU, e nell’aumento di quelle superiori a 30 ha.

Il settore zootecnico in Abruzzo conta 7.609 aziende con allevamenti, pari al 3,6% delle 209.996 italiane. Anche in questo settore si riscontra un notevolissimo calo del numero di aziende (-79,2%; in Italia: -68,3%). L’incidenza del settore zootecnico su quello agricolo, valutato attraverso il peso delle aziende con allevamenti sul totale delle agricole, in Abruzzo è dell’11,4% (in Italia: 12,9%), pari a solo un quarto del valore registrato nel 2000 (47,6%). Relativamente alle principali specie di bestiame l’allevamento bovino risulta trainante considerando che è praticato da 3.986 aziende (in Italia: 124.341) pari al 52,4% di quelle zootecniche (in Italia: 59,2%). Rispetto al 2000 il numero di capi bovini in Abruzzo è diminuito (-5,2%) meno del numero di aziende (-33,0%) così che la dimensione media degli allevamenti è salita da 13,9 a 19,7 capi per azienda. L’allevamento ovino è praticato da 3.160 aziende pari al 6,2% del totale nazionale e al 41,5% delle aziende zootecniche abruzzesi (in Italia è il 24,3%). Anche per l’allevamento ovino il numero di capi è diminuito (-25,2%) meno del numero delle aziende (-67,2%) così che la dimensione media aziendale è salita da 29,2 a 66,6 capi (in Italia: 129,8). Le aziende che allevano equini sono 1.605, pari al 3,5% del totale nazionale e al 21,1% delle aziende zootecniche regionali (in Italia è il 21,7%). All’aumento del numero dei capi (+34,8%) si è affiancata la diminuzione delle aziende (-16,9%) così che si è passati da 4,4 a 7,1 capi per azienda (in Italia è 4,9).

Tra le principali coltivazioni i seminativi, estesi su 179.419,91 ha (41,0% della SAU), non hanno subito variazioni di rilievo (-0,3%). Prevalgono i cereali (71.080,05 ha in calo del 21,9%), le foraggere avvicendate (64.065,97 ha in aumento del 33,5%) e le coltivazioni ortive (12.543,98 ha in crescita del 37,0%). Il 39,6% della SAU è costituita da prati permanenti e pascoli (173.318,96 ha in aumento del 4,2%) e il 17,8% da coltivazioni legnose agrarie (77.950,67 ha in diminuzione del 4,9%). Tra queste ultime la quota principale è rappresentata dall’olivo (42.773,23 ha in aumento del 6,4%), dai vigneti (30.266,60 ha in flessione del 13,3%) e dai fruttiferi (3.929,49 ha in calo del 36,4%).

In Abruzzo la maggior parte della SAU è costituita da terreni di proprietà (65,1%; in Italia è il 60,6%) sebbene sia in netto calo rispetto al 2000 (84,1%; in Italia: 75,5%). L’affitto è molto meno rilevante (24,2%; in Italia: 32,3%) sebbene in crescita consistente (10,8%; in Italia: 20,7%). L’uso gratuito ha raddoppiato il suo peso ma rimane molto limitato (in Abruzzo 10,7% e in Italia 7,0%). Tali valori contraddistinguono una struttura fondiaria più flessibile rispetto al passato, le cui aziende agricole hanno ampliato le dimensioni anche grazie a terreni in affitto e in uso gratuito.

La forma di conduzione generalmente diffusa è, in Abruzzo come in Italia, la conduzione diretta del coltivatore (rispettivamente il 98,6% e il 95,0% delle aziende). La conduzione con salariati e le altre forme di conduzione hanno rilevanza trascurabile.

Il 99,3% delle aziende abruzzesi utilizza manodopera familiare (che costituisce il 90,4% delle persone che lavorano in azienda e il 91,3% delle giornate di lavoro), mentre il 4,5% si serve di altra manodopera aziendale (che rappresenta il restante 9,6% dei lavoratori e l’8,7% delle giornate lavoro).

Riguardo ai capiazienda censiti in Abruzzo, si registra che il 96,0% è il conduttore, l’1,5% è coniuge del conduttore e l’1,1% è altro familiare del conduttore. Considerando che il 28,7% di essi ha più di 70 anni, il 24,0% è costituito da sessantenni e il 23,3% da cinquantenni, la forza produttiva agricola sembra attraversare una fase di preoccupante invecchiamento. Inoltre, il 4,5% dei capiazienda non ha alcun titolo di studio, il 37,0% solo la licenza di scuola elementare, il 29,6% la licenza di scuola media inferiore. I capiazienda diplomati e laureati costituiscono il solo 24,2% del totale mentre i laureati con indirizzo agrario lo 0,5% e i diplomati con indirizzo agrario l’1,9%.

[1] I dati relativi al 2000 diffusi unitamente ai dati del Censimento 2010 differiscono da quelli precedentemente pubblicati dall’Istat in quanto l’universo UE delle aziende agricole censite al 2000 è stato ricalcolato secondo le regole comunitarie vigenti nel 2010, allo scopo di rendere possibile il confronto intertemporale.

[2] Per Superficie Agricola Utilizzata (SAU) si intendono quei terreni effettivamente utilizzati in coltivazioni agricole e quindi investiti a seminativi, coltivazioni legnose agrarie, orti familiari, prati pascoli e castagneti da frutto. Sono esclusi dalla SAU tutti i terreni non utilizzati a scopi agricoli, le aree occupate da fabbricati, strade, cortili, cave, parchi e giardini ornamentali.

Il commento di Nazario Pagano , regione Abruzzo.“I dati forniti dal Cresa, secondo cui l’Abruzzo è la Regione italiana con il calo più limitato del numero di aziende ed è tra le quattro con un aumento della superficie agricola utilizzata, dimostrano che l’attività agricola è uno dei settori trainanti della nostra economia regionale”. Così il Presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, ha commentato i dati presentati stamani a Pescara dal Cresa. “Un taglio netto con il passato e soprattutto una nuova capacità di programmazione promossa dalla Regione Abruzzo hanno rilanciato il settore agricolo che marcia in controtendenza rispetto agli altri comparti economici. Alla luce di questi dati inconfutabili, le politiche agricole attivate dal Governo regionale sono risultate positive, e il Psr, il Piano di sviluppo rurale, è stato uno strumento sicuramente strategico per consentire la crescita del settore che in passato aveva vissuto momenti difficili. In tema di politiche agricole è necessario – aggiunge Pagano – avere un rapporto sempre più diretto con l’UE affinché il sistema agricolo, come le Assemblee regionali hanno più volte chiesto, possa continuare a crescere nei prossimi anni”. In Abruzzo operano 66.854 aziende agricole zootecniche, che rispetto al 200, hanno registrato un calo del 13,1%, inferiore dunque al dato nazionale (-32,3%). I dati sono stati raccolti in occasione del Censimento generale dell’agricoltura condotto dal Cresa.

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