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Abruzzo. Il bilancio di Confindustria sull’Industria regionale: indicatori stabili, bene il settore farmaceutico, mobili e metalmeccanico

Diffusa stabilita’ degli indicatori produttivi, commerciali ed occupazionali. E’ quanto emerge dall’Indagine semestrale sull’Industria abruzzese relativa al primo semestre del 2015. L’analisi e’ stata illustrata questa mattina dal presidente di Confindustria Abruzzo, Agostino Ballone. Presenti, tra gli altri, l’economista Pino Mauro, il presidente emerito della Regione Abruzzo Gianni Chiodi, l’assessore regionale alla Programmazione economica Silvio Paolucci. Critica, se non addirittura drammatica, la situazione relativa agli investimenti: nei sei mesi appena trascorsi, meno del 20 per cento delle aziende intervistate li ha messi in campo; nella seconda meta’ dell’anno solo il 10 per cento li prevede. L’indagine, inoltre, evidenzia il tasso di disoccupazione ancora in crescita (+1,69 per cento), la riduzione significativa del ricorso a tutte e tre le forme di cassa integrazione, l’ ulteriore saldo negativo tra iscrizioni e cessazioni di aziende manifatturiere nelle Camere di commercio delle quattro province. Continuano a crescere, ma a ritmi rallentati, le esportazioni in valore (+ 0,7 per cento) mentre decresce, seppur in maniera infinitesima, la percentuale regionale sull’export nazionale (-0,05 per cento), riportandosi ai livelli del giugno 2014. Sul piano dell’innovazione si registra un’inversione di tendenza con una riduzione delle richieste di brevetti presentate al sistema camerale regionale (-22 per cento). Con riferimento all’area della produzione, il segnale derivante dalle risposte delle imprese evidenzia una sostanziale situazione di stabilita’ (tra -0, per cento e + 0,5 per cento), sia sul dato concernente le giornate di lavoro che sull’utilizzo del,a capacita’ produttiva . Continua a rimanere rilevante, ma in significativa contrazione, la percentuale (19 per cento) di imprese che dichiara un riduzione dell’utilizzo di capacita’ produttiva rispetto al semestre precedente. Considerando l’andamento degli indicatori commerciali,si evidenzia un quadro positivo dato che la maggioranza relativa delle imprese (41 per cento contro il 39 per cento rispetto all’indagine precedente) propende per la stabilita’ e solo il 28 per cento una diminuzione, mentre coloro che hanno registrato un aumento superiore allo 0,5 per cento rappresentano il 30 per cento. L’analisi ripartita per area geografica mostra qualche differenza tra le quattro province per l’utilizzo della capacita’ produttiva ed il fatturato; in particolare nel chietino di registrano le performance migliori. Dal punto di vista delle esportazioni il comportamento e’ sostanzialmente omogeneo mentre per gli investimenti, in un complesso quadro a tinte fosche, spicca la performance particolarmente negativa di Pescara. I dati relativi al fatturato evidenziano performance positive di farmaceutico, legno e mobili, metalmeccanico. Situazione critiche per prefabbricati e prodotti per l’edilizia e vetro e ceramica. Le esportazioni sono state ovunque stabili con le sole eccezioni di alimentari e bevande e vetro e ceramiche. Particolarmente eterogenei i dati relativi agli investimenti. Con riferimento alle previsioni sull’andamento dei principali indicatori produttivi nel secondo semestre del 2015, si evidenzia un’ulteriore sostanziale tendenza alla stabilita’ per l’utilizzo della capacita’ produttiva, il fatturato, per cui non manca qualche segnale di ripresa, e le esportazioni.

“In termini assoluti – ha detto Ballone – nel periodo gennaio – settembre 2015, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, vi e’ stato un incremento delle assunzioni a tempo indeterminato del 19,2 per cento, pari a 33.503 unita’, e dell’8 per cento delle trasformazioni a tempo indeterminato da contratti a termine, pari a 6.883 unita’. Anche da questi ultimi dati, pero’, a livello regionale la ripresa, almeno per quanto riguarda i principali indicatori di produzione, tarda purtroppo a trovare conferma o per lo meno tarda a produrre gli effetti sperati. Sempre per quanto riguarda l’occupazione, ad esempio, se e’ vero che nei primi sei mesi dell’anno risulta un saldo positivo di 9mila occupati, e’ anche vero che il tasso di disoccupazione e’ ulteriormente salito di un ulteriore punto percentuale, raggiungendo il 13,6 per cento. Sono dati ancora non incoraggianti per la nostra regione – ha sottolineato – da cui si evidenziano per la quasi totalita’ degli indicatori dati orientati alla stabilita’, sia a consuntivo che a previsione; comunque, pero’, su livelli ben lontani da quelli precedenti la crisi. In tale clima, emerge, il dato drammatico relativo agli investimenti. Confindustria Abruzzo ritiene quindi che quella del rilancio degli investimenti, e quindi dell’attrattivita’ del territorio, debba divenire la priorita’ assoluta della politica industriale a livello regionale, anche per il sostegno dei livelli occupazionali. Chiediamo – ha aggiunto Ballone – un confronto costante con la Regione che a sua volta deve impegnarsi anche a riavviare il confronto con il Governo nazionale, stante la particolare situazione dell’Abruzzo derivante dagli effetti della crisi particolarmente duri, dall’elevato allarme occupazionale, dal significativo pericolo di deindustrializzazione, dal livello elevato della pressione fiscale legato al deficit del sistema sanitario regionale, dal perdurare delle conseguenze del sisma”. Da parte sua, l’economista Pino Mauro ha detto che “ci sono indicatori che fanno pensare ad una ripresa, soprattutto, per quanto riguarda aspettative piu’ favorevoli dei consumatori e l’aumento degli ordinativi”.

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