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Abruzzo, idroelettrico: persi 10 mln per canoni non rivisti

Il consigliere regionale Franco Caramanico (Gruppo Misto) critica il mancato adeguamento dei canoni e sovracanoni che le società corrispondono alla Regione per la gestione degli impianti idroelettrici.

 

“La Regione Abruzzo avrebbe potuto incamerare milioni di euro se solo avesse provveduto, come hanno fatto altre regioni italiane, ad adeguarli e il risultato è che abbiamo perso, solo nell’ultimo anno, circa 10 milioni di euro. E tutto questo per disattenzione, o peggio per la volontà di favorire alcuni a discapito della grande maggioranza degli abruzzesi”.
Per Caramanico, il disegno di legge che disciplina il settore idroelettrico, attualmente al vaglio della IV Commissione, è un “testo che non solo è una fotocopia di quello approvato dalla precedente giunta, nel 2008, ma soprattutto stabilisce dei canoni del tutto inadeguati. Inspiegabilmente poi nel disegno di legge non vi è alcuna norma relativa al recupero  dei crediti pregressi”.
Per il consigliere Caramanico le cifre parlano chiaro: “il canone del 2010, pari a 14 euro/KW, ha comportato entrate per circa 6 milioni di euro. Se invece venisse applicato il canone vigente nelle altre regioni, pari a 34 euro/KW , si potrebbe avere un incremento notevole delle entrate per arrivare a una cifra pari a 15 milioni”.
“I maggiori introiti che la Regione andrebbe ad incassare – afferma – darebbero una boccata di ossigeno alle casse regionali e, così facendo, si potrebbero evitare gli aumenti sulla benzina o fare fronte ai danni causati dal maltempo. Non solo, a beneficiare della revisione dei canoni sarebbero anche i Comuni, che incassano il pagamento dei sovracanoni da parte delle società che gestiscono gli impianti”. Caramanico ha annunciato che presenterà una serie di emendamenti al testo di legge “per sanare una situazione grave che lede gli interessi dei cittadini”.

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