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Abruzzo. Idrocarburi, il comitato No Triv attacca “Il Centro”

In una breve nota pubblicata lunedì scorso nella rubrica “Ditelo al Centro”, il Direttore Tedeschini afferma quanto segue:“Gagliano ha tutto il diritto di sfidare le lobby del petrolio, ma non di sfidare il senso del ridicolo. Inserire ‘Il Centro’ nelle manovre delle multinazionali per poter fare i propri comodi nel mare d’Abruzzo è una stupidaggine, piuttosto offensiva: i nostri giornalisti sono pagati dall’editore per raccontare quello che vedono e non c’è’ motivo di rifiutare un invito per visitare una piattaforma petrolifera. O forse il fatto che abbiamo dato tanto spazio a chi si oppone a Ombrina mare significa che facciamo parte della lobby no triv?” (http://ricerca.gelocal.it/ilcentro/archivio/ilcentro/2013/07/22/NZ_06_01.html?ref=search) Piuttosto che tentare di cogliere il senso del ridicolo nelle opinioni altrui, il Direttore Tedeschini potrebbe più proficuamente esercitarsi nel riflettere criticamente sul ruolo e sui comportamenti di chi fa informazione. Gli inviti non si rifiutano mai, soprattutto quando si tratta di visitare una piattaforma. Poi, però, mano alla penna o alla tastiera, si ha il dovere di essere il più esaustivi possibile, soprattutto nell’interesse di chi vuol capire. Nel caso di almeno due dei reportage a firma del medesimo redattore -il primo sulla Vega Oil nel Canale di Sicilia; il secondo su Rospo Mare-, l’autore cita il mitico chef di origine calabrese, Giuseppe, ma non le “tribolazioni” di quegli impianti: rispettivamente, per la Vega Oil, il processo in corso  davanti al Tribunale di Modica, dove viene ipotizzato il reato di illecito profitto dovuto allo smaltimento non autorizzato di rifiuti pericolosi derivanti dall’attività estrattiva e di stoccaggio degli idrocarburi del campo petrolifero al largo di Pozzallo; per Rospo Mare, invece, il primo sversamento di idrocarburi avvenuto il 27 agosto 2005 oltre a quello (presunto) del 21 gennaio scorso. Perché non citarli? Meglio forse lo chef Giuseppe e le sue squisite “ombrine” al forno, appena pescate? http://www.iduepunti.it/abruzzo/28_aprile_2013/abruzzo-il-centro-gruppo-vacanze-petrolio-si-parte

Altro episodio verificatosi: a fine marzo 2013: il giornalista Lorenzo Dolce confezionò un’intervista al nostro giurista di riferimento, il Prof. Enzo Di Salvatore, sulla proposta di legge presentata dall’On. Legnini, di modifica dell’art. 35 del Decreto Sviluppo e, quindi, anche su Ombrina 2. Faceva rilevare il Prof. Di Salvatore che quella proposta di legge conteneva un unico articolo composto di due commi di cui uno -il secondo- palesemente illegittimo. L’intervista, realizzata per “Il Centro”, non fu mai pubblicata. Come mai? Eppure, in quei giorni tanto “caldi” per Ombrina 2, il tema era di spinosa attualità. Il Direttore de Il Centro afferma anche che “i nostri giornalisti sono pagati dall’editore per raccontare quello che vedono”. Ebbene, in un editoriale pubblicato sempre da Andrea Mori nell’aprile di quest’anno dal titolo “Dai “No Tav” all’esordio dei “No Triv” in Abruzzo”, il giornalista si lascia andare a considerazioni dallo spiccato retrogusto populistico e qualunquistico. (http://ilcentro.gelocal.it/pescara/cronaca/2013/03/15/news/dai-no-tav-all-esordio-dei-no-triv-in-abruzzo-1.6704554), frutto -vogliamo sperare- di un difetto di informazione sulle proposte avanzate dal Coordinamento in merito a tutta una serie di questioni, strategia energetica nazionale compresa.

Alcune di queste sono molto puntuali e ben circostanziate: il Direttore Tedeschini ne è perfettamente a conoscenza visto che, a suo dire, avrebbe dato finora ampio spazio ai NO TRIV: http://ilcentro.gelocal.it/regione/2013/06/19/news/no-triv-appello-ai-parlamentari-contro-ombrina-mare-1.7289392

Evidentemente c’è chi studia, c’è chi scrive e c’è anche chi intende. Purtroppo c’è anche qualcuno che scrive senza andare a fondo alle questioni. Altre due “perle” inanellate da Il Centro a danno dei suoi numerosi lettori? La scarsissima copertura mediatica data al panel organizzato dal Partito Radicale a Giulianova, il 20 aprile scorso, sulla questione degli idrocarburi e della Strategia Energetica Nazionale, malgrado i contenuti scientifici dell’iniziativa e l’intervento finale di Emma Bonino. E poi il buio fatto calare sul convegno del 16 luglio scorso, dedicato al “Decreto Salva-Ilva”, organizzato da Giurisprudenza dell’UNITE con la collaborazione di numerose realtà associative, Coordinamento NO TRIV compreso. Infine, tre parole sul recente studio sul sistema degli idrocarburi in Abruzzo. La scelta della metodologia non è mai neutrale.

Repetita iuvant: “….. se gli autori dello studio avessero messo a punto un modello input-output uniregionale per valutare l’impatto delle attività legate agli idrocarburi sull’intero sistema economico abruzzese: con un certo grado di approssimazione oggi avremmo saputo se puntare su petrolio e metano comporta più costi o benefici”.

Se c’è qualche volontario disposto a farlo gratuitamente, si faccia pure avanti. C’è posto.

Coordinamento Nazionale NO TRIV – Sezione Abruzzo

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