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Abruzzo, giustizia: + reati mafiosi e meno personale

Nel 2011 in Abruzzo sono aumentati i reati di associazione di tipo mafioso, soprattutto per l’attività di ricostruzione nel cratere del terremoto, definito il cantiere più grande d’Europa e quindi oggetto di interesse da parte di organizzazioni malavitose. Il dato emerge dalla relazione sull’amministrazione della giustizia nel distretto della Corte d’Appello dell’Aquila, presentata dal presidente vicario della Corte d’Appello, Augusto Pace, nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario presso l’auditorium della Scuola Ispettori della Guardia di Finanza di Coppito, all’Aquila. «Quanto ai reati di associazione di tipo mafioso, è da evidenziare un significativo incremento nel periodo nei procedimenti iscritti dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura dell’Aquila – scrive Pace nella relazione -, legati all’incisiva attività di contrasto nella ricostruzione post terremoto che, com’era facilmente prevedibile, ha comportato l’arrivo di ingenti finanziamenti pubblici e il correlato rischio di possibili infiltrazioni della criminalità organizzata». Nella sua relazione, il presidente vicario della Corte d’Appello ha lodato l’attività di monitoraggio, di alcuni settori economici più esposti a rischio di infiltrazioni criminali, da parte delle istituzioni preposte alla prevenzione e alla repressione delle infiltrazioni. In particolare, ha sottolineato il ruolo del prefetto dell’Aquila: «Il modello d’azione per prevenire le ingerenze della criminalità organizzata negli appalti per la ricostruzione post sismica (con speciale riguardo alle commesse per il risanamento dei centri storici a cura della Regione Abruzzo e delle autonomie locali), per investimenti di molti miliardi e un tempo misurabile in termini di non pochi anni, pur lasciando sostanzialmente invariati gli ordinari poteri e competenze antimafia, vede nella figura del prefetto dell’Aquila il nuovo e originale baricentro dell’azione di contrasto, risultandone rafforzata la funzione di coordinamento e di indirizzo rispetto alla rete dei diversi soggetti istituzionali coinvolti». Il presidente vicario ha citato poi la recente indagine della Procura della Repubblica dell’Aquila che ha portato all’arresto di quattro persone legate alla ‘Ndrangheta, «che tentavano di ingerirsi proprio nei lavori commissionati dai privati con l’impiego dei fondi pubblici».
Carenze di personale, necessità di ammodernamento del sistema giudiziario e preoccupante aumento delle giacenze di cause sia penali che penali, oltre all’allarmante aumento del risarcimento a titolo di risarcimento per il mancato rispetto dei tempi ragionevoli del processo, arrivato nel 2011 a circa 6 milioni e mezzo di euro. Sono i punti critici dell’amministrazione della giustizia in Abruzzo toccati nelle due relazioni dal presidente vicario della corte d’Appello dell’Aquila, Augusto Pace, e dal Procuratore generale presso la Corte d’Appello dell’Aquila, Giuseppe Falcone, durante la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario. «Bisogna ammodernare il sistema giudiziario, adeguando norme e leggi per rendere più snelli processi e ridare fiducia al cittadino, – ha spiegato Falcone -. Le insufficienze e le inefficienze del sistema che determinano la crisi attuale del processo penale e di quello civile non possono essere ovviate solo con modelli organizzativi migliori o con l’utilizzazione massiccia di strumenti informatici, che, pur necessari, non sono tali, per sè soli, per imprimere una svolta decisiva al problema». «È in costante, consistente crescita – ha constato Pace – il flusso delle cause di equa riparazione per violazione del termine di durata ragionevole del processo, le cui iscrizioni hanno raggiunto un numero pari alla metà di quello relativo alle iscrizioni di tutti i procedimenti civili contenzioni pendenti dinanzi alla Corte d’Appello (834 nell’ultimo anno, rispetto a 695 del 2010, a 381 del 2009 e 480 del 2008)». Riguardo poi la carenza di personale, secondo Pace, «la criticità più evidente è quella della »sezione civile della Corte d’Appello nella quale, a fronte di una pianta organica di nove magistrati, sono attualmente solo sei magistrati, oltre al presidente«.

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