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Abruzzo. Firmato il Patto per lo Sviluppo: integra il Masterplan per altri 250 milioni

Firmato sabato 9 luglio a Civitella del Tronto il Patto per lo Sviluppo dell’Abruzzo. Regione, Sindacati, Imprenditori. Cos’è: un’integrazione al Masterplan Abruzzo, nell’ambito del Patto per il Sud, firmato a maggio da Regione e Governo. Aggiunge ulteriori 254 milioni di investimenti definiti per obiettivi, tempi, modi, ma soprattutto cerca di recuperare un punto debole del Masterplan, che è tutto opere ma debole sulle politiche.

Politica fiscale regionale: la Regione prende l’impegno di eliminare, per tappe, le tasse aggiuntive che pagano cittadini e imprese a causa del vecchio deficit della sanità, e di sostituire l’aliquota secca dell’addizionale regionale Irpef con gli scaglioni di reddito. Ogni anno, le tasse aggiuntive tolgono all’Abruzzo circa 130 milioni, oltre 900 milioni in un settennio: è un potente fondo strutturale alla rovescia che opera implacabilmente ogni anno (mentre invece gli investimenti della nuova programmazione ancora non partono): con il Patto, la Regione si è impegnata a mettervi fine.

Strumenti anti-crisi: a)- Aree di Crisi. Nel Patto non è stato possibile allegare la nuova mappa delle aree di crisi semplici e complesse perché è ancora in corso il confronto con il Ministero, ma sono indicati i criteri e gli obiettivi di un lavoro che contiamo sia quanto prima ultimato per poter applicare la nuova 181 che offre diversi strumenti di intervento nelle situazioni territoriali di crisi; l’area di crisi complessa della Val Vibrata-Piceno-Tronto deve essere rafforzata con un coinvolgimento e coordinamento che solo la Regione può assicurare del mondo dei produttori del settore carbonio; si deve lavorare per una seconda area di crisi complessa nel cuore dell’Abruzzo (vedi proposta Flumen, che mette insieme le storiche crisi territoriali della Val Pescara, dell’area di Bussi, della Valle Peligna con l’area del cratere sismico). b)- Crisi Aziendali: politiche attive del lavoro nella gestione delle crisi aziendali, con le prime misure per superare un sistema di gestione delle crisi aziendali basato solo su forme di assistenza.

Politica di attrazione di nuovi investimenti: individuazione di aree attrezzate; semplificazione burocratica; fiscalità di vantaggio. Nell’applicazione, sarà importante coinvolgere a pieno l’ARAP (consorzi industriali).

Vi sono poi interventi su diversi capitoli: politiche della formazione, del credito, della ricerca, del turismo, del sociale.

Politica industriale: “alcuni passi avanti” commenta la UIL abruzzese “ma la nostra valutazione è che ci sia ancora molto da fare. Bene l’individuazione dei settori manifatturieri strategici dell’Abruzzo (automotive, ICT, agro-alimentare, chimica farmaceutica, tessile-abbigliamento) e bene la “Carta di Pescara” sull’industria sostenibile, ma mancano investimenti e interventi conseguenti. Secondo noi, bisognerà discutere di una nuova idea di infrastruttura intelligente per l’automotive, che prenda il posto del vecchio progetto del Campus, giustamente accantonato, e di analoghe iniziative in favore degli altri domini, e avere una politica di rafforzamento degli indotti dei grandi gruppi, intesa come componente privilegiata di una politica di attrazione di nuovi investimenti. A questo scopo, confermiamo che riteniamo vada rimodulato il Fondo Sviluppo e Coesione, con tre obiettivi principali: politica industriale; territorio (completamento della mappa delle aree interne e policentrismo urbano, con superamento di un’agenda urbana regionale limitata ai soli 4 capoluoghi); politiche sociali, le più colpite dalla penuria di risorse.”

“Dispiace che anche ieri il Governo” sottolinea Campo, del sindacato “nella persona del Sottosegretario De Vincenti, non abbia dato seguito alla promessa di conferire all’Abruzzo 133 milioni a titolo di parziale indennizzo del taglio subito nella dotazione dei fondi strutturali europei. Insisteremo sull’argomento, anche perché vi sono alcune opportunità da cogliere a questo scopo.

La priorità ora diventa l’attuazione dei tanti progetti contenuti nei programmi operativi dei fondi strutturali europei, nel Masterplan Abruzzo e nel Patto per lo Sviluppo dell’Abruzzo. Dalle carte a bandi, cantieri e assunzioni. La programmazione 2014-2020 e lo stesso Masterplan hanno accumulato ritardi: non ve ne devono essere altri. Abbiamo qualche preoccupazione sulla capacità della macchina amministrativa regionale di svolgere bene una tale mole di lavoro, anche perché la riorganizzazione sin qui operata dalla Giunta regionale è stata confusa, senza un piano chiaro su cui potersi confrontare.”

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