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Abruzzo. Export: bene pasta e vino. Boom del polo ICT aquilano, male l’abbigliamento

Nel terzo trimestre 2015 le esportazioni dei distretti tradizionali abruzzesi si sono mantenute in crescita (+1,8%), un buon risultato anche se con ritmi piu’ deboli rispetto alla prima meta’ dell’anno. Nel complesso del periodo gennaio-settembre, l’export dei distretti abruzzesi e’ cresciuto del 4,5%, in linea con la media dei distretti a livello nazionale (+4,3%). La crescita del terzo trimestre dipende interamente dalle buone performance che continuano a caratterizzare le vendite estere della pasta di Fara (+25,3%) e dei vini di Montepulciano (+9,3%). Gli altri distretti hanno registrato invece un calo delle esportazioni, evidenziando un peggioramento rispetto alla prima parte dell’anno. L’abbigliamento nord abruzzese ha subito una nuova contrazione (-19,7%), mentre i timidi segnali di recupero evidenziati nel secondo trimestre nell’abbigliamento sud abruzzese hanno lasciato spazio a un calo nei mesi estivi (-8,4%). Diminuiscono anche le vendite estere del mobilio abruzzese (-10,7%). Un ulteriore balzo (+146,7%) ha caratterizzato il terzo trimestre del polo ICT dell’Aquila, complice il proseguimento della crescita negli Stati Uniti, il mercato di sbocco di gran lunga prioritario (con oltre il 90%) delle produzioni elettroniche abruzzesi. Sono questi i principali risultati che emergono dal Monitor dei distretti industriali dell’Abruzzo curato dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo per Banca dell’Adriatico. “L’andamento del terzo trimestre ha confermato il ruolo di sostegno degli Stati Uniti anche per i distretti tradizionali (+46,7%), cui si sono affiancati gli ottimi risultati ottenuti in Canada (+24,5%) e Regno Unito (+34,7%). – commenta Roberto Dal Mas, direttore generale di Banca dell’Adriatico – Rallentano, invece, le esportazioni dirette verso la Germania (+1,1%) ed entrano addirittura in territorio negativo quelle dirette in Francia (-2,7%). Continuano a pesare i risultati negativi ottenuti in Russia (-41,1%)”. L’andamento delle ore richieste di Cassa Integrazione Guadagni (CIG) e in particolare della CIG straordinaria evidenzia un calo lungo quasi tutto il 2015 (i dati si fermano a novembre). Solamente la componente in deroga mostra un aumento rispetto allo stesso periodo del 2014, concentrato in particolare nel distretto dell’abbigliamento nord abruzzese.

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