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Abruzzo. Entro fine anno Ombrina sarà realtà: la denuncia del coordinamento No Triv

“Rockhopper Exploration ed i suoi sponsali non guardano in faccia a nessuno. Tirano dritto senza curarsi dei 30 mila di Pescara e dei 60 mila di Lanciano, di un popolo che non vuole scalpelli, fanghi di perforazione ed impianti petroliferi né in mare né in terra.
ENTRO FINE ANNO OMBRINA SARA’ REALTA’.” la denuncia è del coordinamento No Triv che. in una nota stampa, rende noto quanto da molti temuto.
“La pubblicazione del DECRETO MINISTERIALE 4 maggio 2015 sull’ultimo BUIG (Bollettino ufficiale degli idrocarburi e delle georisorse), a pagina 22, ha il sapore di un sonoro ciaffone preso in pieno viso proprio dalla politica politicante. Mentre in Abruzzo fioccavano conferenze stampa, a Roma qualcuno faceva molto sul serio chiedendo la conversione del titolo di ricerca in titolo concessorio unico, a pochi giorni dall’approvazione dello Sblocca Italia.
Tutto questo grazie agli ultimi governi nazionali -soprattutto da Monti in poi-, sensibili agli interessi delle lobbies petrolifere ed alle istituzioni prossime ai territori che, salvo rare eccezioni e senza nulla togliere alle recenti impugnative dello Sblocca Italia e del Disciplinare-tipo da parte della Regione, hanno evidenziato incapacità ed inadeguatezza rispetto alla gravità della situazione.
E come spiegare questo ritardo nella pubblicazione del decreto di compatibilità ambientale, quasi a voler impedire che qualcuno legga le carte prima che i giochi siano definitivamente fatti?
Adesso veramente non c’è più tempo da perdere. La casa brucia.
I Parlamentari abruzzesi la smettano di giocare con i soldatini e chiedano subito al Governo un decreto che blocchi Ombrina.
Quanto alla Regione, è bene che continui sulla linea di ferma opposizione alla politica energetica del Governo nazionale e che vari immediatamente una legge regionale che vieti Ombrina, chiamando a sé il meglio delle intelligenze e delle forze che l’Abruzzo è in grado di esprimere.”

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