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Abruzzo, enti locali: patto di stabilità più flessibile

 

Grazie alla cabina di regia della Regione gli enti locali, che non avevano più spazi di manovra perchè avevano toccato il tetto massimo della stabilità, oggi possono usufruire di altri spazi concessi loro dai comuni che hanno partecipato all’operazione con la Regione.

«Nonostante la ristrettezza del tempo a disposizione siamo riusciti a dare applicazione al Patto di stabilità territoriale». È soddisfatto l’Assessore Carlo Masci della delibera approvata dalla giunta regionale con la quale sono stati assegnati maggiori spazi di spesa ad alcuni enti locali regionali che hanno chiesto alla Regione di poter disporre di una quota aggiuntiva rispetto ai limiti del proprio patto di stabilità. «Avremmo potuto fare ancora di più se il governo avesse emanato prima le regole per la definizione del patto territoriale orizzontale e se ci fosse stata la partecipazione degli altri enti locali interessati». Non hanno partecipato al procedimento le province di Pescara e Teramo e non hanno partecipato nemmeno i comuni di L’Aquila, Pescara, Avezzano, Montesilvano, Vasto e Lanciano. «Abbiamo dovuto lavorare in condizioni particolarmente difficili – ha proseguito perchè il decreto ministeriale di attuazione del patto di stabilità regionale orizzontale (cioè tra enti locali regionali) è stato approvato solo il 6 ottobre, mentre solo venerdì della scorsa settimana abbiamo avuto cognizione che un ente locale regionale avrebbe messo a disposizione una quota finanziaria del proprio patto a favore degli altri enti locali regionali. E la definizione del procedimento è stata ancora più difficoltosa poichè le comunicazioni degli enti locali regionali sono arrivate fino al 27 ottobre scorso a tarda ora, con la sorpresa della comunicazione della Provincia dell’Aquila che ha ceduto quote finanziarie per 2,5 milioni di euro». «Siamo riusciti a consentire maggiori pagamenti da parte degli enti locali regionali per 3,1 milioni di euro, dando sicuramente respiro a quegli enti che più di tutti hanno sperato di poter avere benefici dal supporto della Regione». L’Assessore ha spiegato che il patto di stabilità regionalizzato riguarda le province (4) e i comuni della regione con più di 5 mila abitanti (52), per un totale di 56 enti. Gli enti che hanno partecipato al procedimento sono 24, di cui 2 hanno ceduto quote finanziarie del patto, 13 hanno beneficiato delle quote disponibili, mentre gli altri hanno ritenuto di non proseguire oltre.

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