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Abruzzo, energia: ancora in crescita l’eolico

Anche in Abruzzo si procede con il vento in poppa. Il 15 di giugno si è celebrata in tutta l’Europa The Wind Day, la giornata del vento promossa dall’Ewea (associazione europea dell’energia eolica) e dal Gwec, il Global Wind Energy Council, e il 16 e il 17 giugno le sta facendo seguito il week-end del vento, con visite organizzate agli impianti di 9 regione italiane.
In Abruzzo l’iniziativa è stata organizzata dall’Azienda Fera, che gestisce l’impianto eolico a Tocco da Casauria, premiato da Legambiente come “Comune rinnovabile 2010” e tra i 5 autosufficienti in Italia, per la produzione di energia elettrica maggiore di quella consumata dalle famiglie residenti, e fonte di entrate economiche che il Comune sta investendo in parte per la ristrutturazione del Castello, danneggiato dal terremoto del 2009. L’appuntamento di questo fine settimana punta a informare i cittadini sull’importanza dell’eolico per combattere la crisi climatica e contribuire a raggiungere gli obiettivi europei di produzione di energia da fonti rinnovabili decisi per il 2020, nel rispetto del Protocollo di Kyoto.
«L’Abruzzo asseconda il trend nazionale che vede crescere l’eolico in termini di produzione e di diffusione – spiega Luzio Nelli, della segreteria regionale di Legambiente – nel 2011 è stata garantita nello Stivale oltre 10 TWh di produzione di energia pulita, su un totale di 7.250 MW installati sul territorio, a cui l’Abruzzo ha contribuito nel 2011 con una capacità produttiva di 235 MW distribuita in 15 parchi eolici. Sono 10 MW in più rispetto al 2010 ed è il modo migliore per celebrare il primo anniversario della vittoria del referendum contro il nucleare. Non bisogna dimenticare quanto un buon contributo alla crescita dell’eolico, in Italia come nella nostra regione, possa provenire anche dalla diffusione del mini eolico e da impianti offshore in mare. La diffusione dell’eolico è una sfida di qualità per fare in modo che gli impianti vengano realizzati con attenzione al paesaggio e all’ambiente».
Complessivamente sono 7.250 i MW installati in Italia, tra 16 regioni e 450 Comuni, grandi parchi e impianti mini e micro, situati prevalentemente al Sud. Un bel risultato, se consideriamo che eravamo a 5.960 MW nel 2010 e a 6.912 a fine 2011, e che ad aprile 2012, secondo i dati di Terna, l’eolico ha garantito il 6,4% della produzione elettrica complessiva italiana, mentre il picco di produzione sulla rete rispetto ai fabbisogni nazionali è stato toccato il 5 dicembre 2011, quando si è superato il 9%. 
Legambiente ha stimato che in una prospettiva energetica realmente sostenibile l’eolico può arrivare a garantire il 10% dei fabbisogni elettrici italiani complessivi, e per questo diventa fondamentale che il governo non freni questa prospettiva, come purtroppo avverrebbe con i decreti in corso di approvazione che introducono uno stop alle installazioni e più burocrazia, e invece dia certezza agli investimenti con incentivi certi, anche se ridotti, e attraverso regole chiare per l’approvazione dei progetti in tutte le Regioni.

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