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Abruzzo, edilizia: è crisi nera, -10.000 operai

«Il 2011 si chiude con meno 10.287 operai attivi». Lo dice una nota della Cgil Abruzzo. «Nelle 4 Casse Edili di Chieti, L’Aquila, Pescara e Teramo emerge la gravissima crisi delle costruzioni che sta attraversando l’intero Abruzzo, L’Aquila compresa – spiega il sindacato – Dal 2007 al 2011 si registra un vistosissimo calo degli operai attivi con Chieti oltre -3.500 operai, L’Aquila che superata la prima fase dell’emergenza nella quale la locale Cassa Edile aveva registrato un picco di oltre 14 mila operai iscritti, nell’ultimo anno con la ricostruzione pesante praticamente ferma, scende a 10.301, registrando una perdita secca di ben 3.320 operai attivi, segue Teramo con – 1.771, ma non va meglio a Pescara che registra un altrettanto -1.696». «Dei 10.287 operai attivi in memo dal 2007 al 2011, ben 5.219 edili non hanno avuto un lavoro nel corso del 2011. Questa Š la drammatica realt… che contrasta con le roboanti dichiarazioni del Governatore della Regione Abruzzo, nonch‚ Commissario Delegato per la ricostruzione delle zone terremotate che avrebbero visto L’Aquila e il cratere del terremoto il pi— grande cantiere d’Europa. Il fallimento della ricostruzione di cui ci si Š intestarditi a non seguire le esperienze positive di altre Regioni, perseguendo la concentrazione di tutti i poteri sul Commissario, Š messo a nudo dalla crudezza dei dati». «Non servono quindi, analisi politiche per dare un giudizio della inconsistenza della gestione Chiodi, cos come appare altrettanto inconsistente la tesi sostenuta da qualche settimana e solo a propria giustificazione, dichiarando a pi— riprese, che l’Abruzzo Š orfano del Governo nazionale amico, che vedeva in Gianni Letta, l’uomo della provvidenza. Il fallimento di Chiodi Š nei numeri e non pu• essere scaricato sul Governo Monti, cos come sarebbe stato necessario che Chiodi nella duplice veste di Governatore della Regione Abruzzo e di Commissario Delegato per la ricostruzione avesse tutelato il suo territorio, invece di tutelare le assenza del Governo Berlusconi».

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