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Abruzzo eccellente a Catania: la Stanza Antisismica nella città “più sismica d’Italia”

Saremmo felicissimi, l’intero comparto edile e noi per primi, se ci fossero i fondi per provvedere all’adeguamento sismico del patrimonio edilizio esistente. Purtroppo sappiamo che non è così, anzi, come ci ha annunciato lo stesso Gabrielli ben due anni fa, L’Aquila sarebbe stata l’ultima a beneficiare di un’assistenza statale post sisma. Ma v’è di più. L’Italia è uno dei Paesi con il maggior numero di edifici sottoposti a vincolo e questo rende praticamente impossibile intervenire nella direzione di una totale messa in sicurezza, anche per una serie di motivi che tutti conosciamo come proprietari di un immobile.

Per questo noi di Madis ci siamo impegnati investendo in ricerca ed innovazione fino ad arrivare, con un percorso durato 4 anni, al brevetto Madis Room, quello della Stanza Antisismica. Santi Maria Cascone, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Catania, oggi a Catania, ha dichiarato: “vogliamo mettere a frutto l’esperienza del sisma aquilano quanto più è possibile, per questo nei due giorni di convegno-esposizione di oggi e domani, abbiamo scelto di fare il focus proprio sui mezzi di prevenzione”. Sappiamo che le previsioni di un terremoto sono poco attendibili ma “i dati ci dicono che lo sciame sismico ha un andamento quasi rituale: il fatto ci consente di percepire l’incombenza del pericolo e di cautelarci cercando riparo in un posto sicuro. Dunque, chi non può adeguare per intero la propria abitazione può trovare una facile soluzione installando la Stanza Antisismica, certificata e garantita per assicurare all’intera famiglia una completa sicurezza in una porzione di casa”.

Antonio D'Intino, titolare di Madis Costruzioni e inventore del brevetto  madis room al centro con Santi Maria Cascone,  presidente Ordine ingegneri Catania e il consigliere Giuseppe Marano

Antonio D’Intino, titolare di Madis Costruzioni e inventore del brevetto
madis room al centro con Santi Maria Cascone, presidente Ordine ingegneri Catania e il consigliere Giuseppe Marano

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Antonio D'Intino con l'ingegnere Alessandro Martelli, Presidente GLIS e Vicepresidente ASSISI

Antonio D’Intino con l’ingegnere Alessandro Martelli, Presidente GLIS e Vicepresidente ASSISI

Al Presidente abbiamo chiesto se crede che sia possibile allargare le maglie dell’attuale concetto di prevenzione, e spingere affinché anche strumenti innovativi come la nostra Stanza Antisismica rientrino in tutte le misure disponibili del tipo agevolazioni di ristrutturazione e defiscalizzazione.

Credo di si, che sia una strada da percorrere per incentivare le famiglie a soluzioni “fai da te”. Ad oggi già sono previste defiscalizzazioni per gli adeguamenti e le migliorie antisimiche, ma nella pratica sarebbe opportuno anche un disegno per facilitare l’ACCESSO AL CREDITO: la Stanza Antisismica richiede una spesa alla portata di tutti”, e sapere che con lo stesso costo di un intervento di ristrutturazione si può mettere in totale sicurezza una porzione della propria abitazione darebbe un’accelerazione fortissima alla prevenzione”. Certamente il 6 aprile all’Aquila si sarebbero salvati in molti: restare in casa ed aspettare il crollo senza avere via di scampo è un paradosso, se fosse esistita Madis Room già allora sicuramente tanti aquilani sarebbero ancora tra noi… Commettere il medesimo errore oggi, solo per ignoranza dei nuovi sistemi, è imperdonabile.

E non è un caso che Antonio D’intino, nostro titolare in Madis Costruzioni e inventore del brevetto, sia ospite proprio nell’evento sulla prevenzione organizzato a Catania: la città è stata individuata come quella maggiormente a rischio sul territorio nazionale proprio a causa del patrimonio fatiscente, un patrimonio al contempo talmente pregiato sotto il profilo storico architettonico da essere stato candidato a divenire patrimonio dell’Unesco. Se riflettiamo che si tratta della 6° città più grande d’Italia possiamo facilmente immaginare quali possano essere gli impedimenti di un adeguamento sismico dell’esistente: praticamente le possibilità sono prossime allo zero.

Cosa fare? Nell’attesa di un disegno ad ampio raggio con il quale si possano trovare soluzioni condivise, resta in capo ai privati attivarsi per… salvarsi la vita. Al momento le case antisismiche o le case di legno non sembrano la soluzione, sia per le difficoltà tecniche di realizzazione che per il costo, l’ubicazione, i permessi eccetera.

Noi di Madis continueremo ad incontrare le Istituzioni e la gente comune per offrire tutti i chiarimenti di un progetto nel quale crediamo più che mai. Qui a Catania c’è grande sensibilità – dice D’Intino – almeno 300 persone stanno visionando il progetto Madis Room”.

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