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Abruzzo: da Unicredit 350 mln per imprese

Un piano d’azione concreto: mettere a disposizione 350 milioni di euro di nuova finanza per le migliori aziende dell’Abruzzo e accompagnarne oltre 100 in un percorso di internazionalizzazione. Il tutto da oggi al 2015. Con un primo step che parte subito, una Export Business School per preparare le aziende abruzzesi alla sfida dei mercati esteri e che ha registrato numeri da record: hanno aderito circa 80 aziende della regione. Questa la strategia di “UniCredit per l’Abruzzo”, la declinazione territoriale di “UniCredit per l’Italia”, il manifesto di UniCredit a sostegno dell’economia del Paese.”UniCredit per l’Abruzzo” si basera’ su due filoni: il supporto ai piani di crescita delle imprese del territorio (UniCredit per i Territori) e l’incentivazione dell’export e di politiche virtuose di internazionalizzazione (UniCredit International). “UniCredit per l’Abruzzo” e’ stato presentato oggi a Pescara da Felice Delle Femine, Responsabile di Territorio per il Centro Sud Italia dell’istituto. Dell’Abruzzo e delle sue prospettive di sviluppo si e’ parlato durante un dibattito introdotto da Anna Morgante, Preside della Facolta’ di Economia dell’Universita’ degli Studi Gabriele D’Annunzio, Mario Fiumara, Responsabile network Famiglie e Piccole Imprese di UniCredit, Graziano Di Costanzo, Direttore CNA Regionale, Paola Sabella, Segretario Generale CCIAA di Chieti, Enrico Marramiero, Presidente Confindustria Pescara, Paolo Primavera, Presidente Confindustria Chieti. Nel pomeriggio Delle Femine ha inaugurato la prima giornata della Export Business School: cinque giorni di incontri per parlare di strategie di internazionalizzazione, dell’importanza delle reti d’impresa, ma anche di contrattualistica e dei rischi dell’export, di cash management e trade finance con il supporto di docenti universitari ed esperti di UniCredit. Scopo dell’iniziativa e’ offrire ai 80 imprenditori iscritti gli strumenti e le metodologie per percorrere le strade dell’export in modo efficace e competitivo. Durante le giornate di formazione si alterneranno analisi di casi reali, workshop, momenti di confronto e testimonianze di imprenditori. Il percorso andra’ oltre il case study didattico e offrira’ un piano personalizzato. Al termine dei moduli formativi e’ prevista una sessione di coaching con l’obiettivo di supportare gli imprenditori a concretizzare le loro idee di business. Ogni imprenditore definira’ quindi gli elementi fondanti della sua strategia senza trascurare nessuna variabile organizzativa, di prodotto o di processo. “E’ la prospettiva internazionale – ha spiegato Felice Delle Femine – una delle strade maestre da seguire per le imprese italiane, al fine di superare l’attuale fase critica dell’economia. Tuttavia, per essere competitivi sui mercati internazionali e’ richiesta una formazione specifica e dedicata, una conoscenza approfondita di regole e comportamenti e un agire sistemico tra imprese, banca e istituzioni del territorio. Proprio questo, infatti, e’ lo scopo della Export Business School che inauguriamo oggi e che e’ un primo step di un piano strategico di ampio respiro e grande concretezza”. “Dopo aver portato a termine un’importante operazione di rafforzamento del capitale da 7,5 miliardi di euro, che rendono UniCredit una delle banche piu’ solide nel panorama europeo – ha continuato Delle Femine – stiamo ora lanciando un progetto di sostegno dell’economia reale del Paese con l’obiettivo di favorire la ripresa e il ritorno alla crescita. Oggi mettiamo a disposizione delle imprese abruzzesi 350 milioni di euro e vogliamo annunciare quello che ci proponiamo di fare concretamente per l’Abruzzo: supportare i piani di crescita delle imprese e incentivare l’export attraverso l’intervento su aree tematiche strategiche per lo sviluppo come patrimonializzazione e liquidita’ del circolante. Riteniamo infatti quanto mai urgente sostenere e favorire la nascita di una ‘generazione di aziende’ che faccia da perno all’internazionalizzazione del nostro Paese e allo sviluppo della sua competitivita’ e che sappia agire in un ottica sistemica e di partnership con la banca e le controparti istituzionali locali”.

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