Ultime Notizie
HomeTutte le agenzieAbruzzoAbruzzo: crollano le imprese artigiane

Abruzzo: crollano le imprese artigiane

Drammatica battuta d’arresto per le imprese artigiane abruzzesi, che nel 2011 hanno fatto registrare il peggior risultato degli ultimi dieci anni nel saldo tra iscrizioni e cancellazioni. Più in generale, è l’intero mondo delle imprese abruzzesi a non godere di buona salute: nel 2011 l’incremento è stato di appena 1.178 unità, contro le 2.209 del 2010. È quanto emerge da uno studio elaborato dalla Cna Abruzzo (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della piccola e media impresa). L’analisi, condotta da Aldo Ronci per il Centro studi regionale della Confederazione e presentata stamani a Pescara, evidenzia come i dati del 2011 siano più drammatici anche di quelli del 2009, considerato fino ad oggi come l’anno peggiore per il settore. Se tre anni fa, infatti, il saldo negativo tra iscrizioni e cancellazioni era stato di -134, lo scorso hanno ha raggiunto quota -234. Anche i valori percentuali confermano il trend negativo: in Abruzzo il decremento è pari allo 0,64%, contro lo 0,43% dell’Italia. Da un punto di vista geografico, la situazione è omogenea: Teramo perde 71 unità, Pescara 79, Chieti 44 e L’Aquila 41. Uniformità nelle perdite si registra anche tra i settori di attività: industria -129, costruzioni -89, riparazioni di auto e apparecchi per la casa -52, agricoltura -13. Fanno registrare un andamento positivo solo le attività ricettive (+32) e i servizi (+12). A livello generale, la crescita ridotta delle imprese nel 2011 è dovuta ad un quarto trimestre caratterizzato da una flessione senza precedenti pari a -326 unità, mentre la crescita positiva delle imprese nel 2010 e nei primi tre trimestri dello scorso anno aveva sottolineato una positiva reazione dell’Abruzzo ai disastrosi risultati economici del 2009. A far registrare il decremento più consistente è il settore dell’agricoltura (-589 unità), mentre la variazione positiva più rilevante è quella che ha interessato il settore dei servizi (+569). «Occorrono meccanismi che possano incentivare il mercato interno – hanno commentato il presidente ed il direttore regionale della Cna, Italo Lupo e Graziano Di Costanzo -. Se non si vivacizza il mercato interno non c’è via d’uscita, con il rischio che l’Abruzzo torni a far parte del ‘profondo Sud’. È inoltre necessario dare più spazio ed importanza alla questione credito e, in tal senso, la Regione potrebbe utilizzare strumenti come, ad esempio, il Fondo unico nazionale di garanzia, che ridurebbe a zero il rischio per le banche».
«Cercheremo di fare la nostra parte per sostenere quanto più possibile il nostro sistema imprenditoriale con i soldi che abbiamo a disposizione». Così il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, interpellato dai cronisti a margine di una conferenza stampa a Pescara, commenta l’allarme sulle imprese artigiane lanciato stamani dalla Cna regionale. «È un dato nazionale – sottolinea il governatore -, in tutte le regioni si sta registrando una difficoltà del sistema imprenditoriale e soprattutto artigianale. Si tenga conto, però – evidenzia Chiodi -, che i dati dell’Istat per quanto riguarda l’Abruzzo denotano che siamo una delle regioni italiane in cui c’è stata la migliore performance in termini di natalità-mortalità delle imprese». «Purtroppo la situazione italiana è difficile, la situazione europea è difficile – prosegue il presidente -. I dati della crisi mordono, è prevista addirittura una recessione nel 2012 e questi sono i frutti di una tale situazione. L’economia non si governa a livello locale, siamo in Italia, siamo in Europa, non possiamo avere i tassi di sviluppo della Turchia o della Cina e purtroppo risentiamo di questo trend». «La Regione cosa dovrebbe fare? – si chiede Chiodi – Sostenere il più possibile le imprese ed è quello che stiamo facendo, è quello che stanno facendo tutte le Regioni. L’Abruzzo comunque si sta difendendo in un contesto di crisi meglio di altre Regioni, anche importanti. Moody’s ha testimoniato proprio questo – conclude – adesso siamo considerati affidabili come il Piemonte».

Print Friendly, PDF & Email