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Abruzzo. Crisi e sviluppo, la situazione attuale e i possibili interventi della Regione

L’Andamento economico, in questi anni, vede indebolito il tessuto produttivo dell’Abruzzo, infatti le esportazioni, che esprimono il tasso di competitivita’ di un territorio, nel secondo trimestre 2013 segnano livelli negativi (-2,0%). Secondo la Cisl “la situazione delle aree di crisi, in questo contesto, risulta piu’ drammatico e senza una prospettiva di ripresa”. “Ad oggi – dichiara il segretario della Cisl AbruzzoMolise, Maurizio Spina – solo la Valle Peligna, in base al Piano di rilancio che va celermente concordato con gli attori locali, entro il mese di dicembre vedra’ realizzarsi un Accordo di Programma Quadro previsto dal Pacchetto di risorse Presto 2. Invece, per le altre aree di crisi regionali, Val Sinello, Val Pescara e Val Vibrata, nonostante l’impegno e l’importante lavoro delle Parti sociali e delle Istituzioni locali, la Regione non prevede nessun impegno specifico, per fronteggiare le conseguenze della crisi e promuovere lo sviluppo, dando speranza alle popolazioni interessate”. Sempre secondo il sindacato il perdurare della crisi in queste aree sta aggravando le situazioni economiche ed occupazionali: in Val Pescara il processo di reindustrializzazione di Bussi e’ fermo mentre il Cementificio di Scafa si avvia alla chiusura; e’ fallito il processo di rivitalizzazione della Val Sinello e per il tessile la situazione rischia di farsi pesantissima; il licenziamento dei dipendenti dell’azienda Atr in Val Vibrata ha vanificato tutti gli sforzi per una possibile ripresa di questa importante ed innovativa realta’ produttiva e resa piu’ fragile la tenuta delle piccole e piccolissime aziende del territorio. In queste realta’ – dichiara la Cisl – vanno previste risorse specifiche da reperire attraverso la rimodulazione dei fondi FAS, anche per non vanificare il lavoro gia’ svolto dalle parti sociali e dalle istituzioni locali. “Infatti sono stati predisposti, progetti specifici di rivitalizzazione delle aree interessate. – continua Maurizio Spina- La strada di assegnare un maggior punteggio alle aziende che investono su queste aree nei bandi regionali sui fondi europei, non ha dato i risultati attesi e bisogna prenderne atto, stanziando 8/10 milioni per ogni area di crisi. Va garantito l’impegno di tutti gli attori che le risorse devono essere impegnate presto e bene, altrimenti va alla Regione l’impegno di intervenire direttamente sulle scelte da realizzare”. Spina chiede la convocazione della consulta del patto per lo sviluppo “in modo da approvare gli interventi previsti dal pacchetto Presto 2, prevedendo modalita’ e tempi per le altre aree di crisi regionali”.

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