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Abruzzo: cresce reddito, ma non consumi

Nel 2011 il reddito pro capite in Abruzzo è in crescita (15.239 €, +1,9% rispetto al 2010).Chieti è la provincia più ricca con 15.958 € di reddito pro capite (in crescita del 2,3%).In leggera crescita il settore dell’usato, che vale 281 milioni (+1,2% rispetto al 2010);in flessione, invece, il comparto delle auto nuove (-22,1%).L’Aquila la più colpita dalla contrazione della spesa per casa e mobilità (-15,0%), relativamente meno penalizzate Chieti (-5,5%), Pescara (-8,5%) e Teramo (-8,6%).Il Centro Italia è la macro area dove è minore l’incidenza dei consumatori che ricorreranno ad una contrazione degli acquisti per fare fronte allo scenario economico: il 43% contro il 47% della media nazionale.
Questi sono i principali risultati della diciottesima edizione dell’Osservatorio di Findomestic Banca sul consumo di beni durevoli in Abruzzo, presentato a Roma.Nel 2011, la spesa complessiva per l’acquisto di beni durevoli si è attestata a 1.189 milioni di € (-9,3% rispetto ai 1.311 milioni di € del 2010): il dato evidenzia come la contrazione dei consumi sia leggermente superiore a quanto registrato nel resto del Paese (media italiana: -6,1%).
I settori di spesa
• Auto e moto – Le difficoltà economiche e la stretta sui redditi delle famiglie hanno reso molto ponderate le decisioni di acquisto di auto nuove: nel 2011 in questo segmento sono stati spesi 351 milioni di € (-22,1% rispetto all’anno passato). In leggera crescita le auto usate, che hanno fatto registrare consumi per 281 milioni di € (+1,2% sul 2010), mentre sono in flessione i motoveicoli (41 milioni di € impiegati nel 2010, -13,6% rispetto allo scorso anno).
• Mobili – L’arredamento chiude l’anno facendo segnare una contrazione dello 0,7% per una spesa totale di 331 milioni di €. Si tratta di un dato leggermente migliore rispetto a quanto fatto registrare nel resto del Paese, dove la diminuzione complessiva dei consumi rispetto al 2010 per questo tipo di beni durevoli si valuta attorno al 1,3%.
• Elettrodomestici – Per quanto riguarda l’acquisto di elettrodomestici, i dati forniscono un quadro omogeneo: se, infatti, gli elettrodomestici bianchi e piccoli hanno mostrato una flessione inferiore al dato nazionale, facendo segnare un -3,6% e una spesa complessiva di 80 milioni di € (in Italia si registra una diminuzione del 5,4%), anche gli elettrodomestici bruni, hanno registrato una contrazione, pari al 13,1% (per una spesa complessiva di 76 milioni di €).
• Prodotti Informatici – Fa segnare un calo in Abruzzo il settore dei prodotti informatici che si attesta a quota 28 milioni di € (-8,2% rispetto al 2010).
Complessivamente in Abruzzo il reddito disponi¬bile per abitante nel 2011 è aumentato dell’1,9%, evolu¬zione che lo porta ad attestarsi su un dato medio di 15.239 € pro capite, tra i più elevati nel Mezzogiorno, ma assai inferiore rispetto al dato medio nazionale di 17.838 €.
Le province
Chieti conferma anche nel 2011 l’evoluzione più dinamica del reddito per abitante (+2,3%) rispetto alle altre province abruzzesi. In termini pro capite Chieti è anche la provincia a maggiore disponibilità, con 15.958 € nel 2011; seguono L’Aquila (15.383 €, +1,7% rispetto al 2010) e Pescara (con 15.242 €, +1,7%), infine, Tera¬mo (a quota 14.185 €, +1,8% sull’anno precedente), che nel 2011 si distanzia da Chieti per un reddito inferiore di quasi 1.800 € per abitante.
Le cifre del comparto mobili hanno inciso maggiormente sui bilanci familiari, dopo le spese per auto nuove: Chieti nel 2011 in questo comparto ha fatto registrare volumi complessivi pari a 101 milioni di € (+0,3% rispetto al 2010) mentre Pescara ha fatto segnare il più importante incremento rispetto all’anno passato in questo settore (a quota 79 milioni di €, +0,7%). Seguono Teramo – che si è attestata a quota 76 milioni (-1,5%) – e L’Aquila, con 75 milioni di € (-2,6% rispetto al 2010).
I circa 80 milioni di € dedicati all’acquisto di elettrodomestici bianchi e piccoli acquistati in Abruzzo sono stati suddivisi tra i 24 milioni impiegati a Chieti (che fa registrare una contrazione del 4,0% rispetto allo stesso periodo dell’anno passato), i 19 milioni di Pescara (-3,3%) e de L’Aquila (-3,1%) e, infine, i 18 milioni registrati a Teramo (-3,7% rispetto al dato 2010).
Per quanto riguarda l’acquisto di elettrodomestici bruni, è sempre Chieti a mantenere la testa della classifica con 22 milioni di € (-13,7% rispetto al 2010), seguita da Pescara, che fa segnare 19 milioni di € in questo settore, con una diminuzione dell’11,7%. L’Aquila fa registrare consumi per 18 milioni in questo comparto (con una contrazione del 14,3%), seguita da Teramo con 17 milioni di € (-12,7%).
Il comparto informatica che nel complesso in Abruzzo nel 2011 valeva circa 28 milioni di €, ha registrato consumi complessivi di circa 8 milioni di € a Chieti – dove si registra una contrazione dell’8,1% –. Lo stesso valore di 7 milioni di € si registra a Pescara (-7,2% rispetto al 2010), L’Aquila (-10,0%) e Teramo (-7,5%).
La spesa che mediamente le famiglie abruzzesi hanno destinato all’acquisto di beni durevoli nel 2011 è di 2.149 €, il 10,9% in meno rispetto al 2010. È il capoluogo di regione il più penalizzato dalla contrazione della spesa per casa e mobilità (-15,0%), relativamente meno colpite Chieti (-5,5%), Pe¬scara (-8,5%) e Teramo (-8,6%).
Tendenze generali e comportamenti dei consumatori
Gli intervistati vivono uno stato d’animo di sfiducia e incertezza, dominato dalla sensazione di impossibilità alla programmazione. Molti si sentono infatti impotenti e “paralizzati” e, sollecitati a immaginare il futuro, mostrano di avere più “speranza” che “voglia di lottare”.Nel Centro Italia, in linea con la media nazionale, l’83% degli intervistati dall’indagine Findomestic – Ipsos ha la percezione che la situazione economica generale si sia aggravata rispetto al 2010.Per quanto riguarda la propria situazione economica personale, il 65% degli intervistati ritiene che non sia migliorata rispetto all’anno precedente. Un dato, quest’ultimo, di poco più elevato rispetto al totale di coloro i quali (il 62%), sempre nell’Italia centrale, ritengono di non riuscire ad incrementare la propria quota di risparmio di qui a 12 mesi (la media nazionale è del 65%). Solo il 25% del campione pensa di riuscire ad aumentare l’accantonamento delle proprie risorse, contro il 26% della rilevazione nazionale. Di fronte alla crescente disoccupazione, alla riduzione del potere d’acquisto e ad un clima sociale d’incertezza, la maggioranza ha modificato il proprio stile di vita rispetto al passato. Poco meno del 70% di quanti sono stati coinvolti dall’indagine, inoltre, ha evidenziato il fatto di aver dovuto modificare le proprie abitudini di spesa per fare fronte ai cambiamenti dello scenario economico, mentre a livello medio nazionale l’incidenza è stata un po’ più bassa: 67%. Infine, il 43% dei consumatori del Centro Italia ritiene che dovrà ridurre le spese nel prossimo futuro, contro una media del Paese del 47%. Sollecitati circa un’eventuale uscita dalla crisi, ben il 46% di quanti hanno risposto ritiene che la situazione comunque non tornerà quella di prima: gli intervistati modificheranno il proprio modus vivendi, evitando gli sprechi e ponderando maggiormente le spese. Il 40% degli intervistati, invece, dichiara di mantenere la speranza di superare la crisi ed afferma che in futuro si tornerà a fare acquisti come prima. La ricerca evidenzia come i più abbienti continuino ad acquistare prodotti di fascia alta, riducendo eventualmente la frequenza e la quantità degli acquisti, mentre i meno abbienti, oltre ad acquistare meno e meno spesso, sono costretti a ripiegare su prodotti di fascia più bassa.

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