Ultime Notizie
HomeTutte le agenzieAbruzzoAbruzzo. Cresa, luci e ombre nel 4/o trimestre 2016: sale industria, calo elettronica e trasporti

Abruzzo. Cresa, luci e ombre nel 4/o trimestre 2016: sale industria, calo elettronica e trasporti

Luci e ombre sull’economia abruzzese dallo studio del Cresa, il Centro studi delle camere di Commercio abruzzesi, nel quarto trimestre 2016. A fronte della conferma della ripresa dell’industria manifatturiera, si registra un calo nei comparti chimico-farmaceutico, trasporti ed elettronica. Soffrono l’artigianato, la ristorazione e il commercio, dove si registra anche una diminuzione dei prezzi. Segnali incoraggianti dal settore dell’edilizia. L’indagine, presentata all’Aquila tra gli altri dal presidente del centro studi, Roberto Di Vincenzo, si basa su un campione di 464 imprese con almeno 10 addetti.

“Il settore manifatturiero è trainante per la nostra regione, ed è importante che dia segni positivi – spiega Di Vincenzo – E c’è un altro aspetto favorevole, anche l’industria tradizionale della piccola e media impresa, come il tessile, l’abbigliamento, il legno-mobile, sta andando bene. Quindi non è più solo il mondo delle grandi imprese che sta crescendo, ma tutto il settore”. “L’attività produttiva ha registrato un aumento del +2,8% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente – si legge in una nota – scaturito da dinamiche positive ascrivibili, in particolare, alla metalmeccanica, alla lavorazione di minerali non metalliferi e all’intero comparto tradizionale: alimentare, tessile-abbigliamento, legno”.

Se si considera la media annua, per il Cresa la produzione industriale risulta aumentata in aggregato del 4,6% rispetto al 2015. Sono state ancora le imprese con più di 250 addetti a trainare il sistema produttivo regionale (+8% rispetto al 2015), ma è il consolidamento della ripresa delle imprese di minori dimensioni a richiamare le maggiori attenzioni. Per le imprese di minori dimensioni il 2016 si è concluso con un risultato complessivo superiore a quello dell’anno prece-dente. Nella parte finale del 2016 l’attività produttiva delle medie imprese (50-249 addetti) è tornata a crescere (2,3%) dopo una fase di relativo ristagno. Il 2016 si chiude con un risultato (+1,7%) inferiore a quello delle altre classi dimensionali.

Nel quarto trimestre, l’incremento degli ordinativi esteri è rallentato sensibilmente in termini tendenziali, ma la variazione media annua supera abbondantemente quella della domanda interna, al pari di quanto avvenuto nel 2015. La dinamica occupazionale non è stata particolarmente brillante, ma sembra essersi definitivamente portata in territorio positivo, lasciando intravedere segnali incoraggianti di una effettiva inversione di tendenza. Nel settore dell’artigianato si registrano risultati negativi soprattutto tra le pmi che forniscono servizi alle imprese e alle persone. Anche gli ordini totali diminuiscono sia sul breve che sul lungo periodo, soprattutto tra le imprese di piccole dimensioni, quelle manifatturiere e quelle dei servizi alle persone. Male anche il commercio, dove si registra una flessione dello -0,5% congiunturale, del -2,6% su base tendenziale. Gli esercizi più grandi hanno spinto le vendite facendo infatti leva sul sensibile abbassamento dei prezzi, al contrario di quelli piccoli e medi, li mantengono nel complesso invariati.

Buone notizie invece dal settore edilizio: dove si registra un aumento della produzione dello +0,8%, del fatturato del 0,9%. Eppure le commesse mostrano un certo calo (-1,8%) accompagnato da un sensibile incremento dell’occupazione totale del 5,9, di quella straniera dello 0,9 per cento.

Print Friendly, PDF & Email