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Abruzzo: Corte dei Conti condanna amministratori per danno erariale da 3,2 mln

La Corte dei conti dell’Abruzzo ha comminato condanne per danno erariale causato da cattivi amministratori pubblici risarcimenti complessivi di 3,2 milioni di euro, relativi a 27 atti di citazione,

 

dei quali 27 giudizi di responsabilità e uno di resa per conto.
I dati emergono dalla relazione del procuratore regionale della Corte dei Conti, Massimo Perin, nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2011.
Perin è stato molto duro nel fare il punto della situazione sulla gestione della cosa pubblica sentenziato in sostanza la bocciatura complessiva degli amministratori pubblici. “L’analisi della tipologia delle denunce – ha spiegato Perin – conferma la perdurante sensazione che l’esperienza, le condanne, le critiche, non hanno avuto effetti risanatori e dissuasivi verso le condotte già giudicate riprensibili dalla giurisprudenza”. “Nel merito – ha continuato il procuratore – l’analisi qualitativa e quantitativa delle segnalazioni di danno erariale prevenute alla Procura  denuncia il permanere e, anzi, l’accrescere, della gestione della cosa pubblica di uno stato di diffusa disorganizzazione la quale, indipendentemente dall’esistenza di specifici comportamenti dolosi o colposi, è di per sé causa di pregiudizio economico e di sprechi”. Massimo Perin ha aggiunto che le denunce pervenute riguardano la gestione del servizio sanitario nazionale la cui “enumerazioni di disservizi, sprechi e disfunzioni può rivelarsi stancamente ripetitiva”. Il procuratore generale ha puntato il dito anche contro la consuetudine delle delibere per il riconoscimento dei debiti fuori bilancio da parte degli enti locali “un fenomeno importante, in quanto ha rivelato un elevato debito sommerso degli enti locali”.
Poi, Perin ha elencato le voci più ricorrenti della casistica delle ipotesi di danno. “Gare di appalto per opere pubbliche, consulenze improprie, sovrabbondanti o sostitutive dell’attività di apparati amministrativi e tecnici pur dotati delle relative professionalità, ovvero attribuite in violazione di precisi divieti di legge, attribuzione di qualifiche e posti di funzione non dovuti, mancata utilizzazione di costose apparecchiature, gestione impropria di beni immobili, incidenti stradali cagionati da dipendenti civili e militari addetti alla conduzione di veicoli, illegittimi inquadramenti, promozioni, attribuzioni stipendiali e trattamenti economici aggiuntivi, infortuni scolastici, uso irregolare di fondi pubblici di provenienza comunitaria, opere iniziate o completate e poi abbandonate perché non funzionali alle esigenze”.
Quindi, sono stati diffusi i dati dell’attività: le archiviazioni sono state 934 ed il carico al 31 dicembre 2010 è risultato di 1.417 istruttorie. “Non sono mancate – ha continuato Perin – anche le riparazioni spontanee in corso di istruttoria, oppure dopo l’emissione dell’invito a dedurre”.
Sul lavoro svolto, Perin ha precisato che al primo gennaio 2010 la procura regionale aveva un carico di 1602 istruttorie, alle quali si sono aggiunte altre 778 nuove vertenze, conseguenza di denunce e segnalazioni pervenute durante l’anno. La procura è attenta anche all’attività legata al terremoto: “La procura – ha detto ancora Perin – presta attenzione a quei provvedimenti penali riguardanti il recente sisma”.
Tra gli appelli accolti, Perin ha segnalato la sentenza n. 266 del 20 aprile del 2010 della prima Sezione centrale, dove è stata riconosciuta la responsabilità amministrativa dell’Istituto di credito tesoriere di un Ente locale che non aveva accertato la correttezza dei pagamenti disposti dal medesimo Ente, vulnerando così l’integrità del patrimonio dell’Ente pubblico per la rilevante somma di 400 mila euro.

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