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Abruzzo, Confindustria: Legge edilizia è insufficiente e contraddittoria

“Un provvedimento insufficiente e contraddittorio per dare risposte al settore dell’edilizia, un comparto primario e vitale in profonda difficoltà per l’intera filiera produttiva ed economica.”
E’ quanto dichiarato dal Presidente regionale dell’’Organizzazione imprenditoriale, Mauro Angelucci, al termine di una riunione del massimo organismo direttivo della stessa Organizzazione, composta dai vertici di Confindustria e Ance Abruzzo,  nel corso della quale è stato esaminato il testo di Legge Regionale adottato dal Consiglio Regionale il 18 settembre scorso, relativo all’attuazione delle misure previste dal Decreto Sviluppo D.L. 70/2011, convertito in L. 106/2011.
“Il settore delle costruzioni, con l’indotto, rappresenta più del 20 % del PIL regionale e garantisce una occupazione stabile e diffusa su tutto il territorio alimentando anche numerose aziende produttrici di manufatti, componenti e di servizi e vendita di materiali da costruzione. La crisi degli ultimi anni ha colpito fortemente anche la nostra Regione  con una perdita stimata negli ultimi anni di circa 10mila addetti diretti ed altrettanti nell’indotto con previsioni fortemente negative anche per i prossimi mesi.
Questo compromette in maniera irreversibile, l’intera filiera delle costruzioni le cui aziende sono, ormai, allo stremo, attanagliate dalla carenza di domanda e dalla difficoltà di accesso al credito.
Con il crollo degli appalti pubblici, stimato al 60%, e delle nuove costruzioni, residenziali e non, forte era l’aspettativa per un provvedimento volto a stimolare la domanda di ristrutturazione e riqualificazione edilizia da parte dei cittadini.
Non a caso il legislatore nazionale, con il suo provvedimento inserito nel decreto sviluppo, aveva individuato nel settore delle costruzioni quello capace di ridare, in tempi brevi, slancio all’occupazione ed alla ripresa economica.
La legge di attuazione adottata dal Consiglio Regionale con il suo testo contradditorio, incoerente, a volte illegittimo, e di difficile interpretazione non ha la capacità di stimolare, da parte dei privati cittadini, interventi di ristrutturazione e riqualificazione edilizia con danno per la qualità delle città e per l’economia.
Confindustria Abruzzo, pertanto, esprime grande preoccupazione per l’accentuarsi della crisi del settore che si ripercuote anche su produttori e rivenditori di materiali e componenti, ed invita il Consiglio Regionale a riesaminare in tempi brevi e attentamente il testo, in modo da eliminare le incongruenze contenute e a renderlo tale da poter stimolare, come è stato fatto in altre Regioni, la domanda di interventi edilizi da parte dei privati”.

 

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