Ultime Notizie
HomeTutte le agenzieAbruzzoAbruzzo Confindustria: fuori Pingue, dopo Primavera è piazza “pulita”

Abruzzo Confindustria: fuori Pingue, dopo Primavera è piazza “pulita”

Se un cavillo “legale” ha potuto escludere che un imprenditore della levatura di Ballone potesse ricoprire la presidenza regionale – e consentire la corsa sfrenata tra l’Aquila e Chieti che avevano inteso rompere la storicizzata tradizione della rotazione provinciale – che dire di quanto afferma oggi il proboviro avv. Massimiliano Colangelo circa “l’illegittimità e inopportunità” non solo della presidenza ma, addirittura, della candidatura Pingue?

A quanto pare “il nostro” non ha mai ricoperto la carica di amministratore in alcuna delle società associate a Confindustria e, quindi, senza avere i requisiti legali avrebbe assunto la presidenza di Confindustria L’Aquila per ben 4 anni e poi anche quella di Confindustria Gran Sasso (che comprende pure Teramo”) per oltre un anno e mezzo.

Anzi, sempre stando alle parole dell’avvocato riportate oggi da Abruzzoweb, consapevole di non avere le carte in regole si fece rilasciare un parere favorevole da Confindustria Roma proprio per mettere una pezza preventiva alla grave mancanza.

Dunque, Pingue era in candidabile già per L’Aquila, e poi per l’unificazione con Teramo: sarebbe oggi una vittoria dell’illegalità consentire la candidatura al regionale “a chi ha violato reiteratamente le regole statutarie”. Sarebbe una premiazione in luogo di un “provvedimento sanzionatorio”, una “vanificazione del principio di legalità”, quello stesso del quale la Presidenza Pingue ha fatto un vero e proprio cavallo di battaglia.

Sarebbe pure da chiarire se Pingue all’atto della candidatura aquilana abbia “presentato una dichiarazione falsa circa il suo ruolo in un’impresa associata oppure abbia omesso di presentare la dichiarazione”.

E a questo punto la domanda lecita è anche chi si sia assunto la responsabilità di accogliere e promuovere la candidatura senza aver controllato i documenti o addirittura chiudendo un occhio, o entrambi, su possibili falsi.

Altra domanda lecita è chi pagherà i pareri legali che saranno forniti – come pare sia già stato anticipato – per supportare la difesa di Pingue: pagherà l’Associazione e quindi gli Imprenditori tutti per le mancanze e l’obiettivo di uno solo?

Dalla raccomandazione che il Nazionale diramò alle Associate, affinché cessassero di apparire sui giornali per questioni interne, ad oggi è accaduto di tutto: la Guardia di Finanza alla SIA di Confindustria Chieti, lo scandalo dell’ex Presidente Di Lorenzo alla Honda fuoriuscita con Pilkinton, l’inchiesta Primavera sui fondi formazione, la mancata rendicontazione dei fondi sisma conto Rivisondoli e i fondi Qip alle mogli dei dirigenti in Confindustria L’Aquila.

“Facce nuove” si è sentita chiedere Confindustria dall’altra Associazione datoriale abruzzese, la Confimi, che per bocca del direttore Petricca ha chiesto pubblicamente a Squinzi in persona di esprimere tutta la sua autorevolezza per dire basta alle candidature dei personaggi che si sono distinti per fatti poco trasparenti.

Maria Paola Iannella

Print Friendly, PDF & Email