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Abruzzo, Confindustria: economia in affanno, bene solo export

 

Il sistema economico abruzzese è ancora in forte affanno, risentendo dell’andamento non positivo dell’economia nazionale e di quelle dei principali paesi industrializzati: ridotta la propensione all’innovazione da parte delle imprese,

drammatica la mortalità nel settore manifatturiero con 251 aziende chiuse, le previsioni sono stagnanti, dati positivi solo dall’esportazione. Emerge dall’indagine semestrale sull’industria abruzzese, primo semestre 2011, del Centro studi di Confindustria Abruzzo. Lo studio è stato presentato all’Aquila dal presidente di Confindustria Abruzzo, Mauro Angelucci. Sono intervenuti, il vice presidente con delega allo Sviluppo Economico, Alfredo Castiglione, e il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Camillo D’Alessandro. L’Indagine ha riguardato sia l’andamento degli indicatori nel primo semestre 2011, sia le aspettative sui secondi sei mesi dell’anno; gli indicatori hanno permesso di focalizzare l’attenzione sulla produzione e le vendite, l’occupazione, gli investimenti e l’innovazione. Sul fronte del mercato del lavoro si registra un incremento del tasso di occupazione nel secondo trimestre dell’anno mentre i primi tre mesi avevano evidenziato una contrazione; la disoccupazione scende di oltre un punto percentuale rispetto al picco di dicembre 2010. Con riferimento agli ammortizzatori sociali, si evidenzia un contrazione significativa della Cassa integrazione ordinaria ed ancor superiore di quella straordinaria ma un’esplosione di quella in deroga. Particolarmente drammatica appare, infine, la contrazione di oltre il 35% delle domande di brevetto, il che denota un ulteriore riduzione della propensione all’innovazione degli attori economici residenti nella regione. L’analisi a livello settoriale evidenzia una situazione competitiva brillante solamente per il settore farmaceutico, mentre è diffusa una tendenza alla stabilità. Particolarmente grave, la situazione del settore legno e mobili mentre qualche elemento di positività c’è nel tessile, abbigliamento, calzature e pelle. Con riferimento alle previsioni sull’andamento dei principali indicatori produttivi e commerciali nel primo semestre 2011, si evidenzia una sostanziale tendenza alla stabilit…, con oltre il 50% delle imprese intervistate che non ipotizzano variazione tra il più 0,5% e il meno 0,5% nei primi sei mesi dell’anno.

L’Introduzione del Presidente Mauro Angelucci

Indagine Semestrale sull’Industria Abruzzese” – primo semestre 2011

L’Aquila, 14 novembre 2011

 

Buongiorno a tutti i Presenti.

Innanzitutto i miei saluti all’Assessore Castiglione e al Consigliere D’Alessandro; al Direttore di Carispaq Iannucci, in rappresentanza delle quattro Casse di Risparmio abruzzesi che ringrazio sentitamente per il contributo prezioso alla realizzazione della pubblicazione; al collega Pagliuca, Consigliere Delegato al Centro Studi di Confindustria Abruzzo, al Presidente di ANCE Abruzzo, Girolimetti, al Prof. Mauro e al Prof.Fratocchi che illustreranno e commenteranno i dati dell’Indagine e della congiuntura.
Un saluto a tutti i Colleghi oggi presenti in sala e in particolare all’amico Spinosa, Presidente di Confindustria L’Aquila, anche per l’ospitalità offerta per questo nostro appuntamento. Nel ringraziare anche i rappresentanti dei mezzi di informazione per il sempre ottimo lavoro svolto nel dare evidenza a questo dibattito, voglio sottolineare ancora una volta quanto la nostra Indagine costituisca di fatto una occasione qualificata di confronto oltre che di strumento statistico di supporto all’azione dei decisori politici ed economici. Prima di lasciare la parola al prof. Fratocchi che illustrerà più nel dettaglio i risultati dell’Indagine, vorrei però sottolineare come la situazione che oggi stiamo vivendo a livello nazionale ed europeo è quanto mai critica e instabile e rende difficile, a tutti i livelli, qualsiasi previsione, programmazione e pianificazione. E’ una situazione veramente grave, ormai ai limiti del sostenibile, per il quale occorrerebbe senza più ritardi e scusanti uno scatto di responsabilità da parte di tutte le forze politiche. Come Abruzzo, però, abbiano i nostri grandi problemi e noi dobbiamo fare la nostra parte per la soluzione di questi. Infatti nell’attuale contesto, caratterizzato da violente perturbazioni dei mercati finanziari e delle finanze pubbliche, oltre che della politica, l’Abruzzo attraversa ancora una fase congiunturale che continua ad essere lontana da una vera ripartenza. Come noto, del resto, quella dell’Abruzzo è una situazione veramente particolare, accentuata da problemi di assoluta difficoltà quali quelli legati al sistema sanitario e al devastante evento tellurico dell’aprile 2009. La consapevolezza della situazione abruzzese, come noto, per fortuna da noi ha determinato in tutte le espressioni politiche e sociali responsabili la volontà di sottoscrivere un “Patto per lo Sviluppo”. Quello della responsabilità e della assoluta necessità di coesione è un tema voluto e sostenuto da Confindustria Abruzzo, con cui si sta cercando di trovare uno sbocco operativo anche ai livelli istituzionali nazionali, chiamati a dare risposte e certezze a una situazione che ormai sta fiaccando le capacità di reazione di imprese e lavoratori. La presente Indagine, giunta alla sua ventinovesima edizione, esce infatti a poca distanza dall’importante incontro con il Governo nazionale in cui è stata rappresentata la situazione di difficoltà in cui versa l’Abruzzo, chiedendo al contempo risposte concrete su questioni di carattere prioritario, che solo in parte hanno finora trovato già soddisfazione. Molti, infatti, sono i temi che ci vedono e ci vedranno impegnati nelle prossime settimane in un confronto che, oltre al Patto per lo Sviluppo, coinvolge anche il Documento di Programmazione Economico Finanziaria Regionale, in discussione in questi giorni. Sono temi di grande importanza e decisivi per il nostro futuro economico e sociale quali quelli relativi a:

  1. Una rapida individuazione o all’attuazione di riforme strutturali (semplificazione P.A.; Legge Industria; Riforma dei Consorzi Industriali, ecc…) che possano contribuire a migliorare il contesto di vantaggio per le imprese;

  2. L’ottenimento per l’Abruzzo del nuovo obiettivo dei fondi strutturali proposta dalla Commissione UE per la programmazione 2014-2020.

  3. L’apertura di altri tavoli tecnici con il Governo per sbloccare le altre risorse finanziarie come quelle relative al Masterplan

  4. Un confronto con il Governo volto al reinserimento della nostra regione nel Piano infrastrutturale nazionale di opere che possano far aumentare la capacità competitiva/attrattiva del territorio e portarvi risorse e lavoro;

  5. A altre priorità infrastrutturale, ivi comprese quelle relative all’energia, allo smaltimento dei rifiuti e alla banda larga;

  6. Alla zona franca urbana e all’accelerazione ricostruzione per cratere sismico che da sola potrebbe costituire un volano eccezionale per tutta l’economia regionale.

 Questo elenco, che è solo esemplificativo, e assolutamente non esaustivo, da l’idea di quanto ci sia da lavorare e con quale rapidità di intervento.
Confindustria, da parte sua, come sempre è intenzionata a fare la sua parte in tutte le sedi, sempre più consapevole che la situazione non ammette ulteriori ritardi.
 Grazie.

 Intanto è lite sui dati.
Posizioni opposte sono state espresse dal vice presidente con delega alla Sviluppo Economico, Alfredo Castiglione (Pdl), e dal capogruppo del Pd in consiglio regionale, Camillo D’Alessandro, a commento dei risultati dell’indagine semestrale sull’industria abruzzese relativa al primo semestre 2011, presentati stamani all’Aquila. «Il quadro che esce dall’indagine semestrale di Confindustria conferma le nostre intuizioni e le nostre scelte di Politica Industriale – ha spiegato Castiglione . Dobbiamo insistere, infatti, sulla strada delle riforme strutturali e nel percorso di dotare il sistema economico regionale di attori che siano interlocutori forti, locali e credibili: i Poli di innovazione e le Reti di imprese. Un sistema che l’attuale Governo regionale sta ridisegnando e che vede, come elemento portante, il protagonismo delle imprese votate all’innovazione. Castiglione ha sottolineato: »quello che ritengo più importante è mantenere l’orientamento prefissato per approdare al porto individuato come più sicuro. Il porto è rappresentato dalle riforme legislative messe in campo«. Polemizza D’Alessandro: »l’indagine chiarisce definitivamente la condizione di ormai strutturale stallo dell’economia abruzzese, altro che inversione di tendenza annunciata da Chiodi e Castiglione – ha spiegato -. Come abbiamo sempre sostenuto, la crisi andava aggredita, iniettando nel circuito dell’economia regionale tutte le risorse disponibili, a partire da quelle messe a disposizione dell’Europa, che non vengono spese e rischiano di essere restituite«. »Ormai – insiste l’esponente del Pd – raccogliamo ‘mortì sul campo. Rispetto all’anno precedente ci sono circa 250 imprese manifatturiere in meno, cioè non esistono più. Siamo secondi in Italia per una nuova emigrazione dei laureati abruzzesi che lasciano la Regione per andare altrove«. D’Alessandro conclude sottolineando »che l’Abruzzo registra le peggiori performance in Italia sulle partite vitali per la ripresa e la ripartenza, per esempio siamo ultimi nella capacita di riceve investimenti diretti dall’estero in Abruzzo, siamo al diciassettesimo posto sulla produttivà. Chiodi e la maggioranza continuano a fare finta di nulla, a negare gli effetti della crisi in Abruzzo«.

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