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Abruzzo: Confesercenti contro liberalizzazioni orari

Per Confesercenti l’Abruzzo di deve unire a Lazio, Piemonte e Toscana nel ricorrere contro la liberalizzazione degli orari del commercio. Le direzioni provinciali di Confesercenti si uniscono all’appello e scrivono ad ogni consigliere regionale eletto nei territori affermando che «la chiusura delle piccole e medie attività commerciali non può essere la soluzione alla crisi dei consumi». «In Abruzzo ci sono molte ragioni per respingere la liberalizzazione – dicono il presidente di Confesercenti Beniamino Orfanelli ed il direttore Enzo Giammarino – e sono i 385 metri quadrati di grande distribuzione ogni mille abitanti presenti, ben 200 in più rispetto alla media nazionale, che stanno svuotando le città. Lo ripetiamo da anni e i risultati oggi ci danno purtroppo ragione: nelle città i negozi sfitti sono drammaticamente aumentati e nella sola città di Pescara, secondo un nostro studio, ci sono oltre 600 locali non affittati». «Siamo preoccupati perchè a fronte del ricorso voluto da Lazio, Piemonte e Toscana, il primo Comune abruzzese a vantarsi di aver liberalizzato è stato San Giovanni Teatino (Chieti), governato da una giunta formata da Pdl, Pd e persino Rifondazione Comunista. In Abruzzo evidentemente – conclude Confesercenti – la grande distribuzione mette tutti d’accordo ma noi non ci arrendiamo: la Regione ha il dovere di ricorrere per tutelare i 60 mila lavoratori delle piccole e medie imprese commerciali abruzzesi. Aspettiamo una risposta rapida dalla Regione e da Gianni Chiodi».

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