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Abruzzo, Confcooperative contesta aumenti su prestazioni sociosanitarie

“C’e’ qualcosa di poco comprensibile nell’agire del Governo che su certi temi pare proprio non azzeccarci, neppure con il buon senso. Forse troppa fredda ragioneria, alle prese con ‘i conti’, finisce per far dimenticare che ogni scelta riguarda anche le Persone. Se poi queste ultime appartengono alle fasce piu’ deboli della popolazione, l’attenzione dovrebbe essere raddoppiata”. Eccolo il commento a caldo di Franco Ricci, Presidente di Confcooperative Abruzzo, all’indomani della notizia dell’aumento dell’Iva dal 4 al 10% per le prestazioni socio sanitarie. “Un rincaro iniquo e un abbaglio sulla reale tenuta dei conti. Infatti, l’aumento per oltre il 70%, finirebbe per divenire spesa pubblica aggiuntiva per gli enti locali e le Asl, a meno che non si pensi ad un taglio indotto dei servizi alle categorie piu’ bisognose. Ma, dopo aver ristretto al minimo le risorse, parlare di tagli equivarrebbe a passare davvero il segno” continua Ricci. E ribatte: “Serve una risposta decisa della Cooperazione sociale, degli Enti locali e delle famiglie, affinche’ la proposta sia ritirata e si apra un tavolo per definire una politica del sociale da parte del Governo. Una politica che tagli dove si deve tagliare, e capace di riorganizzare il sistema dove ci sono margini di efficienza e di ottimizzazione delle risorse. Ma questo pare faccia parte piu’ del mondo degli annunci che della realta’. La realta’, invece, contempla tagli lineari sempre piu’ intollerabili”.

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