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Abruzzo, Confcommercio: aziende in ginocchio

Attraverso una nota Confcommercio Abruzzo invita i vertici di tutte le Istituzioni ad agire con estrema urgenza per salvare le centinaia di aziende del commercio, del turismo e dei servizi, che si trovano a dover fare i conti con il “combinato disposto” prodotto da emergenza neve, crisi economica, conseguenze post-sisma che ha abbrancato l’economia abruzzese in generale e quella del terziario in particolar modo.

 Tale congiuntura evidenzia l’appalesarsi di una emergenza straordinaria che merita attenzioni e provvedimenti straordinari da parte di tutte le Istituzioni, nessuna esclusa, spiega nella nota l’associazione.

Confcommercio auspica che siano assunte iniziative di sostegno e provvedimenti di rinvio dei termini di pagamento dei titoli di credito, di rivedere nel loro complesso le applicazioni degli studi di settore, di prorogare tutte le scadenze tributarie, previdenziali ed amministrative, farebbe emergere in modo evidente, responsabilità gravi da parte delle Amministrazioni nazionali, regionali e locali.

Ci auguriamo che la Regione adotti con estrema urgenza ogni procedura ed iniziativa possibili, che consentano al Sistema Abruzzo di non subire conseguenze pesantissime per l’economia e l’occupazione che sono ad ogni costo da evitare.” ha dichiarato Confcommercio.“

Intanto, anche la cgil lancia l’allarme sul commercio, puntando l’attenzione sulla liberalizzazione degli orari:

La liberalizzazione delle aperture e degli orari nel settore del commercio non crea nuova occupazione, provoca anzi seri problemi organizzativi alle micro e alle piccole imprese. E tuttavia l’apertura indiscriminata crea di sicuro lavoro precario, a discapito di quello stabile (e in alcuni casi addirittura lo sostituisce).

La crisi dunque ha colpito anche il commercio in Abruzzo. Le ore di cassa integrazione autorizzate dall’Inps nel 2011 sono state circa 4 milioni, che corrispondono a 1.895 lavoratori (a zero ore) e le città più colpite sono state Chieti e L’Aquila. In quest’ultima città poi, per effetto del terremoto, circa 300 attività nel centro storico restano ancora sospese, mentre 130 imprese ambulanti non trovano ad oggi una sistemazione definitiva.

Per risolvere i problemi del lavoro e dello sviluppo non sono sicuramente appropriate ed efficaci le aperture domenicali e l’allungamento dell’orario dei negozi, servono al contrario una vera programmazione del settore e un aumento dei salari per rilanciare i consumi di qualità.

E’ di questi argomenti infine, cruciali per il futuro del settore commerciale anche nella nostra regione, che la Cgil Abruzzo e la Filcams regionale (la categoria del commercio, del turismo e dei servizi) parleranno in un convegno al quale, insieme ai vertici sindacali abruzzesi, interverranno l’assessore regionale allo sviluppo economico Alfredo Castiglione, il presidente di Confcommercio Abruzzo Giandomenico Di Sante, il direttore regionale di Confesercenti Enzo Giammarino, e il segretario nazionale della Filcams Franco Martini.

I lavori, che inizieranno alle ore 10 di giovedì 16 febbraio, si terranno presso il salone della Cgil provinciale, in via Croce, a Pescara.

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