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Abruzzo, Confagricoltura: decisiva la riforma della p.a.

Per superare e rilanciare l’economia, Confagricoltura considera decisiva la riorganizzazione della struttura amministrativa della Regione Abruzzo che condiziona nel profondo la vita delle imprese e dei cittadini. Confagricoltura ritiene che il dibattito sulla riforma dell’apparato burocratico non può tener conto solo degli interessi dei dipendenti e dei sindacati dei lavoratori ma deve considerare anche quelli delle categorie produttive, dei cittadini-contribuenti e consumatori-utenti. “Il nostro settore ha il diritto di formulare proposte perché i risultati positivi dei progetti di investimento dipendono dall’efficacia azione della pubblica amministrazione” afferma il Presidente di Confagricolura Fabrizio Lobene “un apparato con 588 dipendenti e con 15 dirigenti che si occupano di agricoltura non è più giustificabile in un’epoca in cui le imprese agricole diminuiscono di giorno in giorno. 706 solo nell’ultimo trimestre”. Conclude Lobene.
Condividiamo con Confindustria tutte le proposte emendative al testo approvato dalla Giunta ed ora all’attenzione del Consiglio Regionale. Confagricoltura, inoltre, propone che l’accesso alla qualifica dirigenziale per concorso pubblico sia riservata solo a candidati che non abbiano superato i 35 anni. “è necessario qualificare il ruolo dirigenziale e offrire ai giovani delle opportunità per raggiungere posti con elevata responsabilità, il concorso pubblico deve rappresentare un investimento per la Regione e non solo la semplice copertura del “posto” o rappresentare il coronamento di una onesta e lunga carriera impiegatizia”. Affermano in Confagricoltura. L’accesso al ruolo dirigenziale deve presupporre l’obbligo di partecipazione ad un semestre di applicazione pratica presso Amministrazioni, Enti ed Organismi italiani ed esteri con particolare riferimento agli organismi comunitari e con obbligo di acquisire un livello di conoscenza della lingua inglese non inferiore al B2. Si condivide il principio della rotazione degli incarichi che costituisce il principio ispiratore della politica gestionale, tuttavia gli incarichi nella stessa struttura organizzativa non dovrebbe essere superiori a cinque anni rinnovabili una sola volta per altri cinque.
Occorre esaltare il ruolo propositivo del dirigente che, nella leale collaborazione, non deve limitare la sua azione alla mera gestione dell’ordinario ma fornire agli Organi della Regione ogni utile assistenza amministrativa, con l’acquisizione sistematica e la messa a disposizione di elementi di conoscenza, di informazione, di documentazione attinenti le problematiche di natura giuridico-amministrativa, economico-sociale e tecnico-scientifica.
Le strutture amministrative di supporto agli organi elettivi della giunta e del consiglio hanno sempre rappresentato elementi di attrito tra la struttura burocratica di “ruolo” e quella scelta dall’Amministratore eletto. Confagricoltura è d’accordo sull’autonomia funzionale degli organi di supporto occorre, tuttavia, gli stessi devono essere dotati di personale altamente competente e non solo fedele. Occorre prevedere che le segreterie politiche siano rette da personale di provenienza interna all’amministrazione e va prevista la possibilità di attivare borse di studio per stagisti da impegnare presso le strutture di supporto agli organi elettivi.

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