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Abruzzo, Cna: autoporti in stato di abbandono

La Cna Abruzzo (Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccole e media industria) denuncia lo stato di abbandono in cui versano gli autoporti regionali – »cattedrali nel deserto« per cui sono stati spesi oltre 80 milioni di euro e per cui sono previsti ulteriori otto milioni nell’ambito dei fondi Fas – e invita la Regione a »compiere un’operazione-verità, promuovendo una ricognizione rigorosa, valutando scelte selettive sul piano del completamento e verificando la fattibilità di una gara per la loro gestione«. In particolare, sono tre gli autoporti presenti in Abruzzo che, con interventi minimi, potrebbero essere attivati nel breve periodo: Roseto degli Abruzzi (Teramo), San Salvo (Chieti) e Avezzano (L’Aquila). Il »Centro di smistamento delle merci della Marsica« è stato in parte utilizzato dalla Protezione civile per le attività relative all’emergenza terremoto. C’è poi una quarta struttura, l’autoporto di Castellalto (Teramo), che, a detta della Cna, versa attualmente in una condizione di totale abbandono. »Gli autoporti – hanno spiegato in conferenza stampa il presidente ed il direttore regionale della Confederazione, Italo Lupo e Graziano Di Costanzo – sono grandi parcheggi attrezzati, pensati in posizioni strategiche dell’Abruzzo, in cui gli autotrasportatori dovrebbero poter trovare tutti i servizi necessari. I lavori per la realizzazione della prima struttura sono iniziati 24 anni fa, quelli relativi all’ultimo autoporto, invece, 14 anni fa. Nel complesso sono stati spesi circa 83,5 milioni di euro«. »Noi chiediamo l’immediata apertura delle strutture – hanno aggiunto -, ma è necessario trovare un gestore. È inoltre necessario che la Regione valuti bene come spendere gli otto milioni dei fondi Fas destinati agli autoporti, perchè va bene investire, ma non ha senso investire su strutture ferme che fino ad oggi hanno mangiato quasi 100 milioni di euro. In tal caso la Regione farebbe bene a destinare diversamente le risorse, magari concentrandosi sul credito«. Citando dati di »Trail Abruzzo«, portale nazionale delle infrastrutture di trasporto e logistica del sistema camerale, gestito da Unioncamere in partenariato con la Regione, la Cna rileva che gli autoporti occupano in Abruzzo una superficie di oltre 466 ettari, con circa 119mila metri quadrati di aree coperte, comprendenti, oltre ai servizi già realizzati, anche quelli progettati per manufatti mai realizzati, come un multisala cinematografico all’interno della struttura marsicana. Nel corso della conferenza stampa, a dimostrazione delle condizioni delle strutture, la Cna ha anche proiettato un video presente su YouTube e risalente al 2008: automobili sportive che sfrecciano rombanti e si sfidano sulle strade dell’autoporto di Roseto degli Abruzzi, progettato e realizzato, una decina di anni fa, per ospitare la sosta dei mezzi pesanti, contribuire alla sicurezza stradale, offrire alle imprese del trasporto un punto di riferimento sul territorio, ma mai entrato in funzione.
Le imprese di trasporto terrestre attive in Abruzzo, al 2011, sono 2.560 (di cui 1.888 artigiane e 672 non artigiane), con una flessione, rispetto all’anno precedente, di 73 unità per quelle artigiane, pari al 3,72%, (il dato medio nazionale è del -3,03%) e di un’unità per quelle non artigiane. È quanto emerge dall’indagine sulle imprese di trasporto terrestre in Abruzzo elaborata dal Centro studi della Cna regionale (Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media industria). In particolare, le imprese attive artigiane operanti nel settore del trasporto terrestre rappresentano il 74% del totale delle imprese artigiane, mentre quelle non artigiane sono il 26% del totale. Da anni – rileva la Cna – il settore è in crisi e le imprese continuano a diminuire a causa dei crescenti costi di gestione. Il valore negativo registrato nel 2011, infatti, è in linea con quelli dei cinque anni precedenti (-52 unità nel 2010, -70 nel 2009, -86 nel 2008, -58 nel 2007 e -69 nel 2006). Più tenui le variazioni negative registrate dalle imprese non artigiane, che vanno dalle 12 unità del 2006 ad una unità del 2011. Nel complesso, le imprese sono passate dalle 2.981 unità del 2005 alle 2.560 dello scorso anno

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