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Abruzzo: Chiodi vede segnali di risveglio per economia


+10%  per imprese manifatturiere, +19% esportazioni, +7,39% credito alle imprese, -14% indebitamento, 132mln bandi a sostegno imprese, disavanzo sanitario a 7mln

Il presidente della Regione  Abruzzo, Gianni Chiodi, illustrando l’accordo di programma  ‘Abruzzo 2015’ sottoscritto oggi a Pescara, ha parlato di alcuni  “segnali di risveglio”

 

 dell’economia abruzzese, dopo “uno dei  momenti più difficili dell’Abruzzo, forse il più difficile”.
Chiodi, ricordando i diversi problemi che interessano la  Regione – “la grande inefficienza del sistema sanitario”, il  terremoto e le sue conseguenze, la crisi economica e il fatto di  essere una delle Regioni più indebitate d’Italia – ha detto che  i momenti di grande difficoltà possono essere “un’occasione  per migliorare tutto ciò che si può migliorare”.
In particolare, il presidente ha sottolineato il dato della  produzione delle imprese manifatturiere che, nel periodo  gennaio-settembre dello scorso anno, è aumentata del 10 %  rispetto allo stesso periodo del 2009. Segnali positivi  arrivano, per Chiodi, anche dalle esportazioni, che sono  aumentate del 19%, superando anche il dato nazionale, pari al  14%. Altro segnale di risveglio è quello che arriva dal credito alle imprese in Abruzzo, aumentato del 7,39%, rispetto al 6,79%  dell’Italia.
Chiodi, sottolineando l’efficacia del processo di  risanamento, portato avanti anche “per merito del sistema  sindacale”, ha poi ricordato il sostegno nei confronti delle  piccole e medie imprese: nel 2010 sono stati pubblicati bandi  per circa 132 milioni di euro.
Il presidente della Regione ha poi ricordato che, in soli due  anni, l’indebitamento è stato ridotto del 14% e il disavanzo del sistema sanitario, nel 2010, si è attestato attorno ai 7 milioni di euro. Proprio in merito alla sanità Chiodi ha  parlato di una “storica riforma del sistema sanitario  abruzzese” nell’ambito della quale sono stati riconvertiti sei ospedali.
“Stiamo cercando di rimettere la barra dritta – ha concluso il presidente – anche perché ci avviamo verso il federalismo e  prima di chiedere o pretendere solidarietà è necessario avere  i conti in ordine e le carte in regola”.

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