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Abruzzo, Chiodi a imprese: lavorate all’estero

 

Il Presidente Gianni Chiodi ha partecipato questa mattina a Pescara, nell’Aula “Federico Caffe'” della Facolta’ di Economia dell’Universita’ d’Annunzio, alla presentazione del libro dell’economista Pino Mauro, “La Convergenza mancata: mezzo secolo dell’economia dell’Abruzzo”.

Nel corso del suo intervento Chiodi ha parlato del sistema economico abruzzese, anche alla luce degli ultimi dati a disposizione. “Quando siamo entrati abbiamo iniziato a fare una lotta senza quartiere al debito spendendo un terzo di quello che si spendeva prima e riducendolo del 14%. Percio’ lasceremo a chi verra’ una situazione risanata. Questo grazie a una politica di rigore. Accontentare tutto e tutti, distribuire tutto a tutti, oggi non si puo’ piu’ fare. Abbiamo dovuto adottare decisioni anche dolorose che, pero’, hanno ridotto l’indebitamento. Nel 2010, secondo i maggiori istituti di analisi, la Regione Abruzzo – ha proseguito il presidente – si e’ fatta notare per il trend positivo (superiore alla media nazionale) di crescita e dinamismo, soprattutto negli ambiti dell’esportazione e dell’occupazione”. Poi, una precisazione. “Tutto cio’ non significa che l’Abruzzo stia vivendo un momento felice, anzi e’ difficile come per tutti, non si riesce ancora ad andare in controtendenza. Pero’, nonostante la congiuntura difficile, i dati dimostrano che la politica da noi attuata in questi tre anni sta cominciando a dare i suoi frutti”. Il presidente Chiodi si e’ poi riallacciato ai temi del libro dell’economista Pino mauro, sottolineando l’importanza del capitale umano, dell’internazionalizzazione, ma anche dello stato delle piccole imprese abruzzesi. “Una delle criticita’ – ha spiegato – e’ quella relativa alla struttura produttiva. Oggi il sistema delle piccole imprese presenta delle difficolta’ evidenti. La sfida al mercato della globalizzazione non e’ facile. Bisognerebbe pero’ parlare dello sviluppo prima del 2001 e dopo il 2001, perche’ negli ultimi dieci anni c’e’ stato un cambiamento epocale. Le piccole imprese sono quelle che partecipano meno all’innovazione, poi non sono in grado di internazionalizzarsi e innovarsi perche’ non hanno quella cultura manageriale. Siccome non possiamo imporre alle imprese di crescere, allora dobbiamo intervenire su questioni di carattere culturale. Diventa prioritario cercare di utilizzare al meglio le risorse disponibili. E questo perche’ l’Abruzzo prima era la regione piu’ indebitata d’Italia. Noi forniamo le risorse, purche’ le piccole imprese diano inizio a una serie di percorsi rivolti all’innovazione, alla ricerca e alla crescita”.

Quindi, un invito alla classe imprenditoriale. “L’Abruzzo ha bisogno di un forte stimolo che non puo’ solo arrivare dalla politica, ma anche dagli imprenditori e dagli industriali. Guardiamo l’internazionalizzazione. Abbiamo visto quanto siano determinanti le esportazioni, perche’ la domanda interna non basta piu’. Bisogna strutturarsi per andare a lavorare all’estero, cercare di aggredire i mercati internazionali e investire sugli stessi. Purtroppo le imprese abruzzesi in passato non lo hanno fatto e oggi fanno fatica ad iniziare. Bisogna cambiare anche la cultura d’impresa e per questo manderemo due giovani abruzzesi, pagati dalla Regione Abruzzo, a lavorare nella Banca Mondiale per conoscere quelle che sono le dinamiche internazionali di crescita e sviluppo. Sulla ricerca stiamo investendo fondi, ma vogliamo sapere dai Centri di ricerca cosa hanno prodotto, vogliamo vedere i risultati e le citazioni di carattere internazionali, perche’ il periodo dei fondi a pioggia e’ terminato”. In conclusione, Chiodi ha sottolineato l’importanza del Patto per lo Sviluppo. “Stiamo operando con proposte e azioni. Abbiamo concordato anche la rivalutazione e rimodulazione dei Fondi Fas, a patto che ci si rivolga alla concentrazione delle risorse che riguardino le aree di intervento come internazionalizzazione, governance, innovazione e ricerca. L’Abruzzo e’ una Regione che puo’ esprimere grandi qualita’. Un esempio per tutti: il direttore esecutivo della Banca Mondiale e’ un abruzzese”.

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