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Abruzzo: boom imprese hi-tech al femminile

 

Sfidano la crisi con fermezza e aggrediscono il mercato puntando sulla tecnologia. Sono le oltre 740 imprese femminili attive nel settore high tech, cresciute del 2,3% rispetto al 2010.

Di queste, le più rappresentative operano nella produzione di software, consulenza informatica e attività di servizi d’informazione e informatici per un totale di 476 unità. Seguono le 136 attive nell’ambito della riparazione e manutenzione di macchine e apparecchiature, 51 aziende si occupano di fabbricazione di computer e apparecchi elettromedicali. A seguire 46 aziende attive nell’ambito dei servizi postali, 22 nell’ambito della fabbricazione di prodotti chimici e 10 operano in ricerca e sviluppo. Disaggregando i dati a livello provinciale, Teramo è la provincia volano per la crescita dell’imprenditoria rosa in high-tech, rispetto al 2010 le aziende attuali ammontano a 170 unità, +6,9%. Chieti cresce del 3,2% rispetto al 2010 con 192 aziende in totale attive nel settore tecnologico. L’Aquila e Pescara restano stazionarie in termini di crescita infatti le aziende nel primo caso si confermano 165 unità e nel secondo 214. Questo quanto emerge da un’elaborazione condotta dalla Camera di Commercio di Milano su dati registro imprese al II° trimestre 2011 e 2010 i cui dati per l’Abruzzo sono stati elaborati dall’agenzia giornalistica Dalla A alla V. A livello nazionale, crescono del +1,9% e sfidano la crisi le oltre 31.500 imprese femminili attive in settori high-tech. A fare da traino la Sicilia, con un aumento annuale del +5%, la Basilicata, che registra un +4,4% e la Puglia +3,7%. Considerando il numero di attività prima tra le regioni è la Lombardia dove si concentra oltre una impresa femminile high-tech italiana su cinque (7.295 imprese, il 23,1% del totale nazionale), seguita da Lazio (2.963 attività, il 9,4%) e Veneto (2.717 imprese, pari al 8,6% del totale).

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