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Abruzzo. Bilancio della Regione: Confindustria audita in Commissione. “Strategia troppo difensiva, non rilancia l’economia”

In relazione alla proposta di Bilancio pluriennale 2016-18 della Regione Abruzzo, Confindustria Abruzzo, a seguito dell’audizione tenutasi il giorno 22 Dicembre, presso la prima Commissione Consiliare, rimette, di seguito, la seguente breve nota sintetica.

Metodo

Nel metodo Confindustria Abruzzo non può non segnalare la mancanza di un confronto preventivo con il Governo regionale, in fase di predisposizione del documento di Bilancio, utile e necessario sia per un confronto sulle strategie da perseguire, sia, innanzitutto, per avere un pieno quadro cognitivo della situazione finanziaria in essere e, quindi, sulle reali possibilità discrezionali circa l’allocazione delle risorse disponibili. Inoltre la corposa documentazione è pervenuta a pochissimi giorni dalla data della consultazione, con evidente difficoltà per una attenta riflessione e comprensione di quanto in essa contenuto. Tutto ciò, si traduce negativamente in modo sostanziale ai fini di una reale partecipazione delle Organizzazioni datoriali alla costruzione di un documento così importante quale quello in esame.

Merito

Quanto ciò premesso, Confindustria Abruzzo fa riferimento alle conoscenze in suo possesso circa la situazione di bilancio della Regione Abruzzo per quanto riguarda: A) il ripianamento dell’extra deficit sanitario; B) il deficit cumulato di bilancio regionale; C) i vincoli che tali situazioni impongono.
Rispetto alle situazioni sopra richiamate, sempre sulla base delle nostre conoscenze, si evidenzia come in effetti il ripianamento dell’extra deficit sanitario perseguito negli anni scorsi, abbia liberato risorse consistenti che potrebbero essere finalmente utilizzate a sostegno del sistema produttivo e sociale regionale, pur in presenza, ancora, di un deficit regionale cumulato da ripianare.
Mentre il ripianamento dell’extra deficit sanitario imponeva però dei vincoli nei tempi e nei modi cogenti e inderogabili, il ripianamento del deficit cumulato regionale permette una maggiore elasticità e discrezionalità circa tempi e modi attuativi.

In tal senso, per Confindustria Abruzzo diviene dirimente la volontà da parte del Governo regionale di investire almeno una parte delle risorse liberate dal ripianamento dell’extradeficit sanitario (che per tanti anni ha vincolato ogni discrezionalità) a favore di interventi a sostegno della comunità abruzzese in un’ottica di sviluppo economico e, più precisamente, a favore della ripresa dei consumi interni e di una maggiore disponibilità finanziaria del sistema produttivo e in particolare delle PMI.
In tal senso, Confindustria Abruzzo, conferma la richiesta che si proceda in modo strutturale alla riduzione progressiva delle aliquote IRAP e IRPEF, introdotte a suo tempo a causa dell’extra deficit della sanità, liberando importanti risorse per la comunità abruzzese nel senso anzidetto, restituendo anche una maggiore attrattività alla regione ai fini di nuovi investimenti.

La proposta di bilancio approvata dal Governo regionale, invece, ponendosi per l’ennesima annualità in modo “difensivo”, non solo non lascia intravedere quanto sopra richiesto ma neanche altra visione strategica volta al rilancio dell’economia e alla modernizzazione della regione.

Confindustria Abruzzo, infatti, ritiene che ulteriori risorse da utilizzare a vantaggio della comunità regionale, potrebbero essere liberate da una serie di riforme e indirizzi strategici più volte richiesti da questa Organizzazione.
In particolare, si fa riferimento alle riforme riguardanti gli enti strumentali regionali da efficientare, razionalizzare e accorpare, e all’effettiva liberalizzazione dei servizi pubblici locali con l’applicazione e osservanza reale del principio di sussidiarietà orizzontale volto a garantire la libera concorrenza nel rispetto dei diritti dei cittadini. Non sono più ammissibili, infatti, sia a livello di enti strumentali e/o partecipati dalla Regione, sia a livello di servizi pubblici locali, costi e inefficienze sostenute da rendite di posizione ai danni di imprese che invece sono costrette a competere nelle logiche di mercato, svantaggiosamente rispetto alle società pubbliche. Ciò con duplice danno per la comunità e per l’economia. In tal senso, non si comprende il perdurare di assegnazioni di consistenti risorse a favore di enti non produttivi o scarsamente produttivi, se non deficitari, mentre il sistema produttivo regionale -e in particolare le PMI- stenta veramente a riaversi da una crisi economica devastante i cui effetti sono ancora pienamente avvertibili in Abruzzo.
Sempre partendo dal presupposto che in effetti oggi vi sia la discrezionalità da parte del Governo ragionale di impegnare risorse liberate dal ripianamento dell’extradeficit sanitario, Confindustria Abruzzo pertanto, richiama le Istituzioni regionali a due obiettivi principali da perseguire senza indugi, posta la gravità della situazione economica, così come sopra già evidenziati:
A) riduzione strutturale e progressiva delle aliquote fiscali, volta a sostenere da una parte la liquidità finanziaria del sistema produttivo abruzzese, oggi in grande affanno posto, anche, l’annoso problema connesso alle difficoltà di accesso al credito per il sistema, e dall’altra la disponibilità di spesa dei cittadini, soprattutto dei meno abbienti, per favorire la ripresa del mercato interno;
B) riforme degli enti strumentali regionali e delle società partecipate, con lo scopo di efficientarne funzionalità e di ridurne i costi;
C) liberalizzazione dei servizi pubblici locali con lo scopo di garantire il rispetto delle regole di mercato e con esso l’efficienza dei servizi, la riduzione dei costi e il sostegno a quella importante parte di economia che opera nel campo dei servizi pubblici (es. Sanità, trasporti, smaltimento e trattamento rifiuti, ecc.).

Quanto richiesto da Confindustria Abruzzo è volutamente limitato a questi aspetti, nella consapevolezza, comunque, dell’esiguità delle risorse, seppure non trascurabili, a disposizione da una parte, e del fatto che altri programmi strategici (Fondi strutturali europei, Master Plan, FSC) sono indirizzati a coprire altre azioni strategiche a sostegno della comunità regionale.

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