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Abruzzo: bene produzione e fatturato, occupazione in ripresa

“Anche i dati Cresa confermano le percentuali di crescita che già altri indicatori davano alla nostra Regione:

 

se confrontiamo i dati percentuali dell’ultimo trimestre 2009 con i dati percentuali dello stesso periodo nel 2010, vediamo che, su base regionale, la produzione ha un +11,5%, il fatturato è a +10,6%, il fatturato estero a +12,1% con ordini esterni a +20%”. A sottolinearlo è il vice presidente della Regione ed assessore allo Sviluppo Economico.
“L’occupazione – ha spiegato – ha ancora un trend negativo anche se la discesa è meno intensa rispetto ai dati dell’ultimo trimestre 2009 con un -1,1%, mentre, rispetto al terzo trimestre 2010, la contrazione è del -0,1%. In tal senso, la contrazione risulta meno consistente che nel trimestre precedente. Le difficoltà vengono contenute dal permanere dei tassi di ricorso alla cassa integrazione”.
Secondo Castiglione “i dati sopra indicati danno certamente, seppur con la dovuta cautela, prospettive positive per gli operatori economici abruzzesi, con una percezione ancora pessimistica sulla tenuta dei livelli occupazionali”. “Se da un lato – ha aggiunto – la timida ripresa dell’economia internazionale si è materializzata anche in Abruzzo, vi è anche da dire che le politiche regionali legate allo sviluppo economico stanno dando i loro frutti e il territorio in tal senso inizia a rispondere bene. Però, le logiche campanilistiche territoriali o le rendite di posizione possono bloccare o frenare processi di riforma importanti come quello dei consorzi industriali, al vaglio tra poco della IV Commissione consiliare”.
“Il manifatturiero – ha sostenuto – si dimostra tra i settori trainanti della nostra economia ed è quello con maggiore vocazione internazionale. Alcune aree hanno oggettivamente da recuperare e le logiche della nuova geografia industriale che si sta formando attorno ai poli d’innovazione e delle reti d’impresa, punteranno, con strumenti più snelli e aderenti alle nuove necessità, allo sviluppo dell’intero territorio regionale ed ancora di più di quelle aree che devono recuperare come il territorio aquilano. Il nostro Pil segna, con una stima attendibile, una percentuale in campo positivo dello 0,5%, consolidando di fatto le percentuali di crescita”.
“La ripresa economica dell’Abruzzo perciò potrà segnare segnali persistenti di consolidamento – ha commentato – se anche il mercato del lavoro ricomincerà a salire. La Regione sta facendo il massimo, ottimizzando tutte le risorse che provengono dai fondi nazionali, per tamponare e per riavviare il mercato del lavoro con tutti i risvolti anche di natura sociale che questo comporta. Il Patto per lo Sviluppo, che tra poco sarà siglato tra Regione Abruzzo e tutte le parti sociali, offrirà l’opportunità di un confronto continuo e costante, con la possibilità di portare a Roma alcune vertenze cruciali per il nostro territorio. Guai se tra i nostri giovani dovesse attecchire il germe della rassegnazione. Dovremo fornire importanti occasioni di lavoro, e lo stiamo facendo proprio attraverso le politiche di riforma del sistema produttivo abruzzese. Tali riforme forniranno opportunità ed occasioni tali da permettere loro un riscatto ed uno stimolo all’entrata nel sistema produttivo e nel circuito della ripresa”.
“Una ripresa – ha concluso – che avrà strada spianata se l’onerosità di alcuni adempimenti burocratici e alcuni lacci e lacciuoli, derivanti da logiche che non rispondono alle esigenze reali del territorio, vengono cancellati. Non possiamo infatti permetterci il lusso di rimanere indietro e non cogliere le opportunità che la congiuntura favorevole dei mercati ci fornisce. I dati e le percentuali sono dalla nostra parte. Occorre però che questi numeri si tramutino, nel più breve tempo possibile, ad una cambio di passo nell’approccio alla gestione del territorio. Su questo stiamo lavorando e continueremo a farlo. Guai se non fosse così”.

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