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Abruzzo, balneatori: risposte certe sul futuro

Circa duecento concessionari balneari hanno partecipato ieri pomeriggio (lunedì 16 gennaio) all’Assemblea Regionale del Sib Confcommercio, convocata d’urgenza all’indomani delle indiscrezioni apparse sulla stampa inerenti l’inserimento delle spiagge nelle liberalizzazioni previste dal Governo Monti. E domani i balneatori saranno a Roma per sottoporre un documento, in cui si ribadisce «che le concessioni sono di beni pubblici e non di servizi».
«La grande partecipazione della base e l’animosità riscontrata in assemblea sono il segno dell’esasperazione a cui la vicenda Bolkestein ha condotto la categoria – si legge nella nota stampa del Sib -. Non ne possiamo più del balletto di notizie che un giorno annunciano la messa all’asta delle nostre concessioni e il giorno dopo smentiscono quanto detto il giorno prima».
«La categoria – si legge ancora nella nota – vuole certezze circa la sopravvivenza del turismo balneare e delle aziende che hanno contribuito a rendere le nostre spiagge all’avanguardia per servizi e sicurezza offerti».
L’assemblea, al riguardo, si è detta pronta a manifestare in ogni occasione il proprio malcontento ed è contraria a un provvedimento «che sancirebbe la fine dello stabilimento balneare a gestione familiare, così come lo abbiamo conosciuto fino ad oggi, per dare spazio alla grande industria che da anni ha messo gli occhi sul nostro settore» – sottolineano i balneatori associati al Sib.
«Al riguardo – aggiungono – non abbasseremo la guardia e già nella giornata di domani ci recheremo a Roma per elaborare un documento delle associazioni di categoria da sottoporre all’attenzione del Governo Monti, un documento che ribadirà che le nostre concessioni sono concessioni di beni pubblici e non di servizi e che quindi è percorribile la strada dello stralcio dalla direttiva Bolkestein. Ribadiremo, inoltre, che esistono ampie possibilità di accedere al mercato delle concessioni vista la grande estensione delle spiagge ancora non concesse».

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