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Abruzzo: avanti con tavolo regionale sul credito

«Il Tavolo regionale sul credito, sollecitato dal sottoscritto, è stato già deliberato dal Patto per lo Sviluppo. Il suo coordinamento è stato offerto all’Abi al fine di monitorare e proporre strategie finanziarie e bancarie a difesa dalla crisi e di sostegno allo sviluppo». Così Alfredo Castiglione, vicepresidente della Giunta regionale con delega allo Sviluppo Economico. «Penso – prosegue Castiglione – che chiedere un vertice con le banche per trovare una via d’uscita ad una situazione economica che sta diventando insostenibile sia ormai improcrastinabile. L’Assessorato allo Sviluppo Economico sentirà a giorni l’Abi per accelerare l’avvio del confronto sul tavolo regionale. Con la difficoltà di riscossione dei pagamenti verso i privati e la Pubblica Amministrazione e con l’aumento del carico fiscale non si può più scherzare, non possiamo più rischiare di arrivare al collasso finanziario». «La Regione Abruzzo – anticipa Castiglione – vuole avviare un patto tra banche ed imprenditori, anche perchè le difficoltà si annidano sull’ottenimento dei finanziamenti, sulla revoca dei fidi e sui tassi di interesse troppo elevati. Nessuno vuole attaccare le banche, ma dobbiamo ragionare con loro, coscienti che anche gli istituti di credito sono impresa e devono quindi essere attenti ai bilanci ed è innegabile che le loro difficoltà passino per i nuovi parametri europei, che riducono le capacità di concedere il credito». «In una situazione del genere – spiega l’assessore – la Regione Abruzzo si è dotata di una legge regionale, la 37/10, che va a riformare il sistema dei Confidi ed a toccare la politica delle garanzie. Tra l’altro, è in uscita un bando Por/Fers, che verrà gestito dalla Fira e da alcune banche locali per 15 milioni di euro e che va a rafforzare il capitale di rischio dei Confidi regionali. Il tutto a supporto del tessuto produttivo abruzzese». «Il rapporto che mi aspetto e mi auguro di poter avviare con il sistema bancario – afferma Castiglione – potrebbe definire ad esempio linee di credito per cofinanziare progetti su finanziamento, così come di rivedere i sistemi di valutazione legandoli non ai freddi numeri di bilancio e di rating, ma alla bontà degli stessi. Certamente, occorre che il dialogo tra banche e imprese passi per una maggiore conoscenza sia da parte delle imprese nel fornire programmi chiari e trasparenti, sia da parte delle banche a supportare i progetti. Dunque – conclude Castiglione – il tavolo con le banche, dove la Fira avrà un ruolo primario, non può più essere procrastinato e proprio oggi mi sono attivato presso l’Abi con una lettera in tal senso».

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