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Abruzzo, attuazione legge anticorruzione: delegazione Confindustria Abruzzo incontra con Regione per l’attuazione. “Lavoro immane e pregevole, ora scongiuriamo i rischi di una totale vanificazione”

Una delegazione di Confindustria Abruzzo ha incontrato ieri il “Responsabile per la prevenzione della corruzione e per la trasparenza”, Avv. Giovanni Giardino, per fornire contributi alla redazione del Piano triennale di prevenzione della corruzione del Consiglio Regionale in attuazione della l. 190/2012. Gennaro Tornincasa Presidente Regionale dei Servizi Innovativi, Modesto Lolli Presidente Pmi e il Direttore Giuseppe D’Amico, hanno rappresentato le imprese del sistema regionale con un contributo tecnico di natura specifica, derivato dall’essere già portatori di un progetto di riforma sulla trasparenza e semplificazione amministrativa denominato “Abruzzo, Regione Semplice”.

Il lavoro apportato ieri ha interessato argomenti specifici: su alcuni la delegazione ha chiesto chiarimenti, su altri ha espresso precise indicazioni per un miglioramento, su altre severe perplessità. Nel merito, i singoli argomenti di Confindustria e le relative considerazioni dell’Avv. Giardino sono i seguenti.

Rotazione dei dirigenti

Che la bozza abbia riservato la rotazione triennale ai soli funzionari di categoria D, a Confindustria appare una vanificazione dell’obiettivo della legge stessa in quanto il sistema di relazione che condiziona i processi sensibili è legato ai vertici apicali, cioè a chi ha potere discrezionale.

L’avv. Giardino ha spiegato che laddove non ci sono molti dirigenti la rotazione è molto complessa e che per la stessa è necessario che ci siano molte competenze interscambiabili.

Concetto di prevenzione della corruzione ed illecito

E’ stato chiarito che l’azione di prevenzione su comportamenti corruttivi e/o di illecito è da intendersi quale anticamera del reato: è il comportamento che porta vantaggio all’esercizio della professione e si verifica prima del reato, dunque è la figura giuridica che previene la commissione del reato.

Anticorruzione e Gruppi Consiliari

L’Avv. Giardino ha specificato a seguito di richiesta dei delegati di Confindustria Abruzzo che i Gruppi consiliari hanno natura privatistica pertanto non è dato intervenire. Tuttavia è stata imposta un’attività di monitoraggio e rendicontazione, nonché l’estensione della disciplina dei dipendenti pubblici a coloro che risultano assunti all’interno dei Gruppi. Inoltre, esiste la normale attività di controllo interna alla Regione, quella del Collegio dei Revisori dei Conti, e la stessa Corte dei Conti. I Gruppi sono indipendenti, non fanno parte dell’organico della P. A. e oltre non si può andare.

Tempi di attuazione troppo lunghi

Pensare di attuare la riforma entro il 2015 è pilatesco… e sappiamo che una simile previsione ci porta di fatto al 2018: per il sistema economico è improponibile ed equivale a vanificare tutto lo sforzo fatto fin qui. Il Consiglio regionale, nella persona dell’avvocato Giardino, su questo non ha una risposta né una controproposta.

Rotazione dei fornitori economici

La previsione si riferisce alla regola nuova per la quale non ci sarà un secondo affidamento per lo stesso operatore che ha partecipato ad un bando o ad una gara. La preclusione però non contrasta con il principio del merito e della competitività, per cui un secondo affidamento può esserci ma deve essere motivato.

Segnalazione di illeciti da parte dei dipendenti

La segretezza anche qui viene tutelata in quanto l’impiegato che si dovesse trovare a segnalare un funzionario può rivolgersi al Responsabile dell’Anticorruzione anziché al proprio superiore.

Partecipazione e accesso della società civile

Questo per Confindustria è l’elemento fondante della norma: garantire ai cittadini il diritto, e il dovere, di segnalare o denunciare illeciti è lo strumento con il quale consentire il controllo pubblico e diffuso, una nuova concezione di bene pubblico che potrebbe generare un autentico cambiamento sia culturale che di costume.

L’Avv. Giardino per conto del Consiglio Regionale si è impegnato nel riferire le proposte di Confindustria all’organo politico dell’ufficio di presidenza del Consiglio regionale.

Modesto Lolli ha evidenziato la relazione immediata che corre tra i temi dei tempi certi di risposta, della trasparenza, dell’efficacia della P.A. e della tracciabilità delle pratiche con le azioni di prevenzione della corruzione. “Attuare semplificazione e trasparenza consente all’imprenditore di non dover cercare le vie brevi, in una parola, di non piegarsi a sistemi di corruzione – ha detto. Purtroppo, oggi l’atto dovuto non esiste più neanche nella nostra mente, al suo posto c’è la raccomandazione, e in un sistema siffatto ‘se non sei nella rete finisci in bocca ai pescecani’ ”.

Sul ruolo della trasparenza c’è stata dunque convergenza e nel prologo alla norma generale ci sarà uno specifico richiamo alla Riforma su trasparenza e sburocratizzazione quale fase necessariamente antecedente alla legge anticorruzione.

Maria Paola Iannella, AGEA

 

 

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