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Abruzzo, Ance: nel 2012 resa dei conti

«Il 2012 sarà l’anno decisivo per la sopravvivenza del nostro settore. Senza provvedimenti idonei, molti di noi saranno costretti alla chiusura o a cercare nuove strade per gli investimenti, nel resto d’Italia o all’estero». Lo ha affermato in una conferenza stampa il presidente dell’Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili) Abruzzo, Antonio D’Intino. «Il nostro settore, per una immediata ripresa – ha aggiunto il presidente -, ha bisogno di agire su alcuni temi che richiedono uno studio attento e la predisposizione di norme che agevolino il riuso e la riqualificazione, con processi di sostituzione edilizia che pongano la qualità urbana e della vita al centro di ogni processo di pianificazione. È però necessaria una visione strategica di tutto il sistema politico, amministrativo, professionale e sociale». «Il ‘decreto Sviluppò del Governo Berlusconi – ha sottolineato D’Intino – parla proprio di ‘un piano per la citta», al quale devono seguire le leggi regionali attuative con cui è possibile far decollare programmi di rigenerazione urbana ed agevolare un processo virtuoso di ripresa degli investimenti. Occorre approvare rapidamente tali norme, con l’obiettivo di stimolare la domanda privata«. »Una normativa incentivante, tipo quella che c’è stata in Puglia, che ha recepito il decreto in 20 giorni – ha spiegato -, potrebbe avviare, nel breve termine, ben quattromila cantieri. Il risultato sarebbe che in tempi brevi potremmo rilanciare un settore capace di dare immediata risposta in termini di sviluppo e occupazione«. »Nel momento in cui è stata approvata la legge finanziaria, invece di mettere qualcosa per lo sviluppo, hanno messo paletti ulteriori – ha sottolineato D’Intino -: parlo del ‘piano cavè, che provocherà in tempi brevi la chiusura di aziende e porterà ad un immediato aumento dei costi a carico delle imprese edili. L’altro problema è sulla Via (Valutazione di impatto ambientale): la norma tentava di chiarire, ma in realtà ha ingarbugliato la situazione«. Illustrando i dati di »una crisi che sembra irreversibile«, il presidente dell’Ance ha evidenziato come il settore dell’edilizia, nell’ultimo secolo, abbia »caratterizzato lo sviluppo economico e sociale della nostra regione«

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